Novità dagli scavi di Castelseprio (VA)

C’è sempre un alone di mistero intorno ai longobardi, fin da quando Re Alboino nel 568 entrò in Italia guidando un popolo guerriero e migrante. Una vicenda che ha lasciato poche tracce scritte e i cui resti spesso si confondono con quelli antecedenti dei romani e seguenti dei franchi.
A Torba è appena terminata una campagna di scavi che potrebbe riaprire molti interrogativi su uno dei siti longobardi più belli del mondo, l’antica città di Castelseprio: un castrum già romano la cui fortificazione in funzione anti barbarica fu costruita fin dal quinto secolo. Nel vicino monastero di Torba, di proprietà del Fai e patrimonio dell’umanità Unesco, i ricercatori dell’Università di Padova, sotto la direzione scientifica di Gian Pietro Brogiolo hanno scoperto sotto terra un edificio monumentale che certamente risale all’alto Medioevo, ma che potrebbe essere databile proprio nel periodo longobardo.

Reperti in laboratorio

L’edificio monumentale si trova a ridosso delle mura del vecchio castrum e secondo gli studiosi potrà dirci molte cose su come si viveva in quell’epoca a Torba e Castelseprio.
Si tratta di una casa-convento di 7 metri per 12, con diversi ambienti, abitata da suore. «Ci hanno sempre raccontato di ritrovamenti di tombe o spade longobarde – afferma la ricercatrice spagnola Alexandra Chavarrìa -, ma la campagna di scavi vorrebbe riportare alla luce quegli oggetti, andando a cercare altri ambienti e nuovi edifici longobardi. Finora abbiamo trovato qualcosa di straordinario: i resti dell’antico monastero sono infatti conservati molto bene. Ci sono oggetti da cucina, ceramiche, chiodi, utensili. La prossima estate riapriremo lo scavo e andremo più a fondo». L’Università di Padova invierà i reperti a un laboratorio dove saranno studiate le malte, ovvero il collante usato per i muri dalle suore longobarde. Tra pochi mesi dovremmo avere, grazie al carbonio 14, una datazione più precisa. «L’edificio monumentale – conclude la Chavarrìa – si trova a ridosso delle mura del vecchio castrum e secondo noi potrà dirci molte cose su come si viveva in quell’epoca a Torba e Castelseprio».

Cultura bizantina

Il fascino di questo sito sconfina anche in altre epoche storiche ed è straordinario perché l’antica Castelseprio è dal 1287, quando fu distrutta dagli armigeri di Milano, una città fantasma. I primi resti della grande basilica del castrum risalgono addirittura al quinto secolo, ma c’è anche la chiesa di Santa Maria Foris Portas dove nel decimo secolo un artista di cultura bizantina, in un territorio longobardo e poi franco, realizzò un ciclo di affreschi che ancora oggi è considerato unico nell’Italia altomedievale. Questi misteri si sommano ai ritrovamenti di scheletri. Quindici tombe di un piccolo cimitero vicino al monastero (compresa quella di un neonato). Il mese scorso i ricercatori hanno rinvenuto un antico sarcofago con una nobildonna lombarda databile intorno al 1100. Re Alboino sarebbe fiero di questa campagna di scavi, fatta da ragazzi di mezzo mondo.

di Roberto Rotondo su corriere.it

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