Il Tesoretto di Montecassino

Il Museo Nazionale dell’Alto Medioevo espone per la prima volta il cosiddetto Tesoretto di Monteccassino, costituito da una fibula aurea e da 29 monete d’oro databili tra i secoli XI-XII.
Proviene dal Lazio meridionale, ove fu rinvenuto nel 1898, presso la Badia di Cassino. Successivamente il Tesoretto venne separato: le monete vennero depositate presso il Medagliere del Museo Nazionale Romano, mentre la fibula fu affidata al Museo Nazionale dell’Alto Medioevo.
Il recente accorpamento tra le Soprintendenze Archeologiche di Ostia e Roma ha favorito la riunificazione del complesso, in attesa di una sua definitiva sistemazione.
Le fibule come è noto, erano impiegate per la chiusura di capi di vestiario e di mantelli, costituendo un elemento di continuità con l’abbigliamento dei tempi più antichi, sia femminili che maschili. In questo caso la preziosità dell’oggetto e la sua squisita fattura, memore della precedente tradizione classica, fanno pensare ad una committenza di alto rango.
L’associazione con monete normanne, databili tra l’XI e il XII secolo, orienta la datazione della fibula, che rimane comunque oscillante, senza potersi escludere una lieve anticipazione, quasi fosse un ricordo di più vecchia data, rispetto al tesoretto monetale. Il parere degli studiosi, inoltre, in base a confronti e a considerazioni di carattere tecnico e stilistico, è altresì diviso tra il considerarla opera di tradizione latina o piuttosto nordica.
Le monete che compongono il gruzzolo rappresentano uno spaccato della monetazione aurea dei Normanni di Sicilia. Si tratta di 29 tari in oro emessi dalle zecche siciliane di Palermo e Messina sotto tutti i signori normanni che in quegli anni si sono avvicendati.
Il Tesoretto rimarrà esposto nel Museo fino al 30 settembre 2013.

Fino al 30 settembre 2013
Roma, Museo Nazionale dell’Alto Medioevo

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