Le mura poligonali di Amelia – Il percorso di Ronda Medievale tratto dei Giardini d’Inverno

di Tania Suadoni Andrea Lisciarelli

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IL PERCORSO DI RONDA- TRATTO GIARDINI DI INVERNO

I lavori di restauro architettonico effettuati dalla Soprintendenza per i beni architettonici dell’Umbria, lungo una porzione della cinta delle Mura Poligonali della Città di Amelia, nel tratto ricadente nei “Giardini d’Inverno”, ha permesso agli archeologi di verificare se anche lungo quel tratto, fosse presente parte del percorso di ronda di età Medievale, già rilevato e studiato nel tratto di Via Nocicchia.

Si ringrazia l’Arch. R. D’Avanzo allora funzionario della Soprintendenza e il Geom. M.Caricchi , la società Rarem, la Soprintendenza Archeologica di Perugia e non ultimo il Dott.G. Faustini, collaboratore della Società Archexplorers.

Il progetto cominciato nel 2007, e terminato nel 2008, prevedeva il restauro murario, con cuci e scuci, ripristino del percorso di ronda, con scavo ove possibile e risistemazione del piano di calpestio con cocciopesto, smantellamento e riposizionamento della copertina muraria sulla sommità delle murature medievali urbiche con mattoni. Ad oggi il percorso di ronda non è ancora accessibile al pubblico, ma quanto di seguito scritto, offrirà al lettore la possibilità di vedere l’opera compiuta nel 2008, ed a oggi non ancora fruibile.

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Foto inizio scavo percorso di ronda e pulitura murature

LO SCAVO

Le lavorazioni del 2008, hanno inizio con lo scavo degli operai nello spazio di terreno situato tra il perimetro interno delle mura ed il confine con i giardini di proprietà privata alle spalle. La larghezza massima è di circa m. 1,50, la lunghezza 53 m. Fino al livello pavimentale e m. 16 circa scavati solo in modo superficiale, direzione Ponte . La US 100, è relativamente moderna, costituita da uno strato arativo spesso cm. 30, con presenza di ceramica moderna, vetrine marroni con decorazioni gialle e verdi pertinenti al 1500-1600 d.C. Nel terreno emergono anche frammenti antichi in posizione secondaria, da rimescolo, tra cui un frammento di vernice nera avente al centro un medaglione marrone decorato a pettine, frammenti di ceramica aretina e numerosi cubilia in calcare.

La US 103, individuata chiaramente solo in un tratto,con uno spessore massimo nel lato SE verso la porta, di cm. 40 si assottiglia in direzione NO, verso la torre si contraddistingue per un terreno marrone scuro a matrice sabbiosa, con inclusi calcarei, molto compatto, con rari materiali.

La sua funzione era quella di drenare naturalmente le acque di superficie, quando il piano di campagna odierno, non si era ancora depositato. A convalidare questa tesi, la presenza allo stesso livello sulle mura di una serie di scoli verso l’esterno, che dovevano prevedere un piano orizzontale dal lato opposto, due sono gli allineamenti degli scoli, con sezione quadrata distanti tra loro (una fila orizzontale dall’altra) ca. 1,10/1,20 m.. La US 101, a matrice sabbiosa giallo scuro, è di maggior spessore verso NO ed inferiore verso SE. Presenta pietre in calcare di varie pezzature, lavorate, con presenza di laterizi di forma circolari utilizzati per l’allestimento di colonne, derivanti da un crollo murario a monte o da demolizioni antiche. Importante la presenza di un frammento di intonaco, due puntali di anfora romana , una cornice decorata in terracotta e vari frammenti di pavimento musivo composto da tessere quadrate bianche e nere ed ancora numerosi cubilia. Pertinente a questo livello di calpestio sono due allineamenti di feritoie (probabilmente i percorsi di ronda altomedievali e medievali), più antiche del precedente.

Le mura (USM 102) ripulite dalla terra, presentano all’interno molti frammenti di età romana, innestati alla stessa altezza del piano di calpestio della US101, da dove provengono materiali della stessa datazione, quindi l’alzato murario ed il piano sono coevi, e si può anche azzardare l’ipotesi non troppo remota, che sia stato nello stesso momento smantellato un edificio romano nelle vicinanze, ormai da tempo rudere, e riutilizzato il materiale in loco.

Al disotto della US 101 si trova un nuovo strato di terra compatta, indicato con US 105 e addossato a US 102, raggiungendo la profondità massima dello scavo, a -1 m. Dal piano di campagna attuale delle ville Farrattini e Chiarelli. Circa a metà percorso di ronda, compare un grande scolo di cm. 30X30 quadrangolare, completamente modellato con malta a calce, costruito in epoca medievale, che doveva convogliare una grande quantità di acqua, a seguito di pendenze elevate da più direzioni, destra, sinistra e centro.

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Foto: sopra e in basso a dx fasi di scavo del percorso, in alto a dx , lo scolo medievale.

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Foto: Particolari di murature e strati di riempimento del percorso di ronda

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Foto, lo scavo

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Foto generali, e particolare dello scolo per le acque

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Foto percorso di ronda finito, con pavimentazione in coccio pesto rosso, e muretto con recinzione.

Il percorso scavato non ha restituito dati certi sulla larghezza originaria dello stesso, quindi il risultato finale è falsato dalle contingenze lavorative e di confine. Le murature sono state sanate con malte colorate aventi caratteristiche chimiche come quelle antiche, la copertina originariamente in cotto è stata ripulita e riposizionata ove possibile.

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Framm. Di antefissa e ceramica

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Framm. Antefissa architettonica

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Framm. Di contenitore in marmo e intonaco

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Framm. Di maioliche policrome

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Framm. Pavimento in cocciopesto Framm. Di pavimento musivo

Sempre in correlazione con i lavori di risarcitura muraria, lungo il tratto direzione Porta Romana, si è intervenuti a risanare le muratura medievali, già più volte restaurate in antico e in età moderna, a seguito di cedimenti strutturali. Una porzione di mura ciclopiche erano celate da un massiccio contrafforte di pietre a secco di riutilizzo, il che ha fatto da subito pensare all’obbliteramento di vecchie strutture. Inoltre il riposizionamento di una fogna privata posta al lato della cortina muraria antica, ha oltremodo favorito l’intervento di pulitura di alberi e fogliame nella parte alta delle stesse, scoprendo una situazione quanto mai chiara ed interessante.

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Fogna privata lungo le mura

Lungo il tratto occupato dal tubo della fogna, si notano blocchi in opera quadra, e poligonale ruotati a seguito di crolli antichi e smottamenti, con molti lacerti murari di piccola pezzatura, da ricondurre al crollo dell’alzato medievale. Dopo aver totalmente eliminato il contrafforte murario a secco, viene scoperta la porta, di cui si vociferava qualche decennio fà, e che ricompare in tutta la sua magnificenza. È in ottime condizioni strutturali, ed è l’unica porta di accesso alla città coeva alle mura poligonali. L’arco si presenta a tutto sesto inizialmente, poi dopo scavo e pulizia,verrà rettificato come volta a botte; i 3 conci in calcare massiccio poggiano su spalle costutite da blocchi non simmetrici come posizionamento strutturale. Il terzo concio di sx ha l’incavo per un’altra fila di blocchi dell’arco stesso, che andavano allineati alle stesse mura poligonali, che proprio in questo punto mostrano una seconda fila arretrata in opera quadra regolare e più piccola, come nel tratto crollato nel 2006. L’interno della porta appare riempito di terra scura molto fine, accumulata nel tempo dagli orti e giardini posizionati dietro e sopra la struttura stessa. Lo stesso contraforte, presenta alla base i blocchi, riposizionati fuori sede, delle mura poligonali crollate e messe già in posizione di contrafforte, verso l’interno dell’area interessata, al di sopra tutte le pietre a secco sono di recupero dal crollo antico stesso.

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Foto:il momento della scoperta della porta, una volta tolto il contrafforte

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Foto:in primo piano parte del contrafforte degli anni 40-50, e dietro si vede la porta

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Foto:la porta ripulita e con rinzaffo tra le pietre e riempimento della porta

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Foto:la crepidine in fondo è quella ex novo per coprire la fognatura aerea

La porta maestosa misura in altezza m..5,17 la larghezza interna è di m.1,90, quella esterna m. 2,10 ed in profondità m..1,5 visibile al momento dell scoperta, compare la soglia di accesso sempre in lastre calcaree, ed al di sotto di questa sul lato dx è probabile che ci sia un cunicolo di scolo delle acque, come nella migliore reggimentazione antica.

Sono stati fotografati e documentati i blocchi delle mura poligonali, rinvenuti nella platea alla base del contrafforte (blocchi n. 30, 31 e 32)e lo stadio iniziale del riempimento.
Si mette in luce la soglia della porta, costituta da più blocchi in forma di parallelepipedo, che però a circa metà della larghezza totale, sembrano essere stati sostituiti in antico con dei calcari di tipo fluviale (molto lisci e arrotondati in superficie).
Continuando a togliere parte del contrafforte e ripulendo le pietre, viene effettuato un saggio di approfondimento tra i due blocchi lato sx della porta. Si nota inoltre che a sx della stessa, verso il lato valle, tutti i blocchi affondano verso la porta stessa, a cercare quasi un arco di scarico tecnico, così da annullare verso il basso la spinta.
Il saggio è profondo dal piede del blocco per cm. 65, lungo cm. 230 fino all’allineamento con il lato lungo del contrafforte moderno, largo cm. 85.
Sul fondo compare terreno argilloso compatto giallo limone con presenza di quantità di argilla pliocenica blu.
Al di sotto dopo una pulizia accurata compaiono ancora blocchi calcarei, con tracce di frammenti ceramici medievali e qualche cubilia romano.
Cominciando a ripulire il terreno anche sopra i massi del lato dx della porta, il blocco isolato e centrale, leggermente disassato, appare dopo la pulizia, come una lastra unica in calcare con superficie superiore lisa dal tempo, sempre in posizione non originaria ma leggermente spostata in avanti, verso l’esterno. Di fronte compaiono altri grossi basoli in calcare, arrotondati quasi a far pensare a ciottoli fluviali riadattati. Nell’angolo dx in concomitanza del blocco dello stipite slittato e disassato, compare sempre sulla soglia un grosso frammento di ferro ammorsato sulla lastra, che pare possa essere un cardine della porta. Sempre in questo angolo vi è l’imbocco di un cunicolo antico che forse ha in parte causato la rotazione ed il crollo in avanti del lato dx della porta.
Dallo scavo della terra sul lato dx, che ricopre l’altra metà della soglia, compaiono molti frammenti ceramici di chiara età romana.

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Porta con terreno di riempimento

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Scavo nella parte inferiore della Porta

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Scavo e pulizia della Soglia o strada alla base della porta

I MATERIALI

All’interno del deposito US 100, si rinvengono numerosissimi materiali da costruzione, di età romana, tra cui cubilia, in calcare locale, frammenti di marmo pertinenti a cornici decorative, antefisse architettoniche (nella foto accanto a dx in alto) con motivi a cerchi concentrici impressi. Ci sono anche frammenti di intonaci colorati in rosso scuro e verde, divisi con bande bianche , e ceramiche di uso comune.

Presenti frammenti di pavimenti musivi in tessere nere e bianche e lacerti di cocciopesto, pertinenti ad ambienti della Domus Romana sita sul pianoro sopra le mura. La ceramica di età romana, è testimoniata da anforacei, pareti di ceramica comune e da fuoco, un framm. Di fondo di vernice nera tarda, e parte di un calice in vetro violetto. La datazione è da considerarsi oscillante tra il II a.C.ed il I sec. d.C. Per quanto riguarda la ceramica tardo medievale- rinascimentale, invece, le forme tipologiche si riferiscono a boccali trilobati di maiolica a fondo bianco e decorazioni in blu e verde, quest’ultimo spesso diluito e sfumato. Si riconosce nella decorazione di un grande frammento, la rosa dei venti, e motivi a cordicella.

Anche in questo scavo, come nel tratto di Via Nocicchia, è tornato in auge il percorso di ronda, di Età Medievale, ove le guardie della città controllavano il territorio, che in questi punti era naturalmente scoperto. Mnca di sapere se questa opera precauzionale, e di difesa percorra tutta la cinta muraria, oppure si trovi solo lungo tratti mirati. Solo scavi futuri potranno meglio chiarire la Città Medievale.

Foto :Dott.ssa Tania Suadoni e Dott. Andrea Lisciarelli Scavo archeologico e assistenza: Soc. Archexplorers

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