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L'informazione archeologica, come qualsiasi forma culturale, é un bene comune e come tale dovrebbe essere trattata, sia nella tutela che nella divulgazione. Archeologiamedievale.it vuole essere un punto d'incontro virtuale per studiosi e appassionati di archeologia medievale. Il portale sarà gestito e vagliato da un comitato di redazione formato da Docenti, Ricercatori e Studiosi della materia, riuniti in maniera spontanea per offrire uno strumento di ricerca libero e indipendente.
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Di seguito i nostri ultimi Post:

Interdisciplinary course in Viking studies

luglio 5th, 2010 by admin

The University of Aarhus are launching a new interdisciplinary course in Viking Studies to take place this November. The course is aimed at Phd students and will focus on the questions of interdisciplinarity/multidisciplinarity in the field of Viking studies and the role it plays in current research projects. PhD students will have the opportunity to present their project or a specific topic of their choice by reflecting upon the use of various sources and the consequent methodological issues. There will be discussions with fellow students acting as opponents and also with senior scholars providing their expertise in a number of disciplines.See the website for more details and the application form, or contact Sarah at marksc@hum.au.dk.
Herewith the information and the webpage’s address: http://viking-oldnorse.au.dk/en/studies/teaching/course/2010phdcourse/

3-4 November 2010, Aarhus University

Department of Medieval and Renaissance Archaeology
University of Aarhus
Moesgaard
DK-8270 Højbjerg

LA VIA DELLE ANIME – Sepolture di epoca romana a Riva del Garda

luglio 4th, 2010 by admin

Museo Riva del Garda in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento – Soprintendenza per i beni archivistici, archeologici e librari

Il territorio di Riva del Garda, posto all’estremità settentrionale dell’omonimo lago, è -  insieme a  Tridentum, quello archeologicamente più ricco dell’intero Trentino. Il particolare le testimonianze più numerose sono quelle relative all’epoca romana che evidenziano una vivace realtà economica che, soprattutto per il I-II secolo, è stata sicuramente importante nell’ambito delle dinamiche locali.

Accanto a rinvenimenti pertinenti ad insediamenti ed aree produttive, uniformemente distribuiti sull’intero areale, sono numerosissime le scoperte di contesti cimiteriali. Questo soprattutto in relazione alla costante attività di controllo posta in essere negli ultimi anni dalla Soprintendenza per i Beni Librati, Archivistici e Archeologici di Trento che ha comportato l’individuazione di una serie di necropoli distribuite lungo l’antica viabilità. Tra queste quelle che si sviluppano lungo l’odierna via Marone, una strada con andamento nord-sud marcata alla sua estremità meridionale da un capitello suggestivamente denominato nella tradizione popolare “capitello delle Anime”, sono risultate essere di grande interesse sia in termini qualitativi sia quantitativi.

Per tale ragione, nell’ambito del rapporto di collaborazione tra la Soprintendenza ed il Museo Civico di Riva del Garda, si è ritenuto opportuno individuare quale momento di partecipazione collettiva alle scoperte che sempre più ripetutamente vengono effettuate, una mostra appositamente dedicata a queste necropoli, attraverso la quale proporre i risultati delle ricerche.
L’obiettivo della mostra, che si avvarrà nella sua parte introduttiva della esposizione di uno straordinario affresco proveniente dalla necropoli dell’Esquilino e raffigurante una scena dei Campi Elisi,  prestato per l’occasione dal Museo Nazionale Romano, è quello di presentare, attraverso una ragionata selezione dei reperti, il tema della ritualità sepolcrale in epoca romana e le sue manifestazioni in ambito locale.
A tale scopo sono stati individuati due principali nuclei cimiteriali scoperti recentemente lungo via Marone. Il primo è un gruppo di sepolture, parte delle quali inserite entro un recinto tombale ascrivibile nell’ambito dell’ultimo quarto del I secolo d.C.,  e caratterizzato da tombe a cremazione che hanno restituito corredi particolarmente ricchi, tra cui si segnalano alcune pissidi in lamina d’argento, uno specchio e diversa suppellettile in vetro.
Il secondo è una selezione di sepolture, parte a cremazione e parte ad inumazione, provenienti al complesso cimiteriale di San Cassiano, molto più ampio del precedente e del quale, per l’occasione sono stati selezionati alcuni contesti, particolarmente significativi, che coprono l’orizzonte cronologico che va dagli ultimi decenni del I secolo d.C. al IV secolo d.C. Si tratta di un sito di particolare importanza in quanto ci ha restituito straordinarie testimonianze relative ai riti che si svolgevano in prossimità delle tombe.

Attraverso gli oggetti esposti si intende affrontare ed illustrare il tema della morte e il diverso atteggiamento dell’uomo antico, tra il I secolo d.C. ed il V secolo d.C.
no del tema proposto, in una dimensione quasi onirica. In questo senso si è pensato ad un manufatto di grande impatto emotivo che, proposto nella fase iniziale del percorso, dovrebbe portare ad un coinvolgimento immediato.

Inaugurazione mostra venerdì 9 luglio, ore 18.00
La mostra resterà aperta dal 9 luglio al 1 novembre 2010
Museo civico di Riva del Garda

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In/Visible Towns – Archaeology and Cultural Heritage in Urban Areas

luglio 4th, 2010 by admin

Urban Archaeology is a relatively new sub-discipline within the archaeological sciences. Why has it been such a late developer? How do its scientific results amplify and influence our knowledge and thinking on the development of our towns and cities? How has the discipline developed in the last decades and what reasons were there for coining the specific term “Urban Archaeology”? How exactly do we define it? Is it archaeology of or archaeology in towns? How does the approach to and interpretation of Urban Archaeology differ across the world?

Whatever the viewpoint, the special challenge presented by archaeology in an urban environment has become a motor, an impulse-giver, for development and innovation – in project design, excavation philosophy and technology. Deeply stratified sites in town for example gave rise to new stratigraphic thinking, single context planning and of course the Harris Matrix. Latterly modern digital technologies have been used to great effect for 3D recording and reconstruction of lost townscapes – a development of which we are still only at the beginning. The often difficult and cramped conditions and the deep holes dug by archaeologists in city centres led to the adoption of civil engineering techniques never before seen in archaeological projects. The insight into the material culture of historical towns and cities provided by urban archaeology has augmented our understanding of their historical development across all social classes, in a way that written history alone cannot do, while lower layers of urban digs reveal unexpected prehistoric settlement-origins of which there is no historical record.

Such questions, aspects, developments, and innovations are all good reasons for a detailed review of international urban archaeology at this year’s 15th Vienna Conference on Cultural Heritage and New Technologies, with a special focus on the relationship between the innovate impulses urban archaeology creates and modern technologies. (D. Bibby)

Wien - Monday, November 15, 2010 - Wednesday, November 17, 2010

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Facebook: più di 4.000 contatti per ArcheologiaMedievale.it

giugno 29th, 2010 by admin

L’account Facebook di ArcheologiaMedievale.it ha superato i 4.000 contatti per questo tutta la redazione esprime il più sincero grazie a tutti e vi ricorda che da qualche settimana è attivo anche il gruppo FB su cui aprire discussioni e dibattiti on-line.

grazie! AM

Il tempo svelato… da Felsina a Bononia: lo scavo di via D’Azeglio a Bologna

giugno 29th, 2010 by admin

La Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna, l’Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, il Comune di San Giovanni in Persiceto e il Museo Archeologico Ambientale di San Giovanni in Persiceto promuovono questa mostra dedicata ai materiali archeologici rinvenuti nello scavo urbano effettuato negli anni 2006-2009 a Bologna, tra le vie D’Azeglio e Tagliapietre, in concomitanza con la realizzazione di un parcheggio multipiano.
I reperti vengono proposti al pubblico all’interno della sconsacrata chiesa dedicata a Sant’Apollinare, pieve romanica di XIV-XV secolo situata nel cuore del centro storico di San Giovanni in Persiceto. Questa suggestiva opera architettonica fa da sfondo ideale ad un percorso espositivo che accompagna il visitatore in un vero e proprio “cammino” a ritroso nel tempo, partendo dall’età medievale, inoltrandosi nell’epoca romana, fino a raggiungere la prima età del Ferro con i ritrovamenti etruschi e di fase villanoviana orientalizzante.
I risultati presentati nella mostra sono frutto della collaborazione tra studiosi di varie discipline e forniscono un quadro complesso della frequentazione di una parte di territorio ancora oggi densamente urbanizzato, oltre ad approfondimenti interessanti non solo dal punto di vista archeologico ma anche sotto il profilo ambientale e faunistico.

fino a domenica 31 ottobre 2010

Chiesa di Sant’Apollinare
Via Sant’Apollinare n. 4
San Giovanni in Persiceto (BO)
aperta sabato 17.00-19.30 e domenica 10.00-12.30 e 17.00-19.30
ingresso gratuito

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notizie dello scavo del 2006/2009

Archeologia e storia della Puglia centraledall’età del bronzo all’alto medioevo

giugno 22nd, 2010 by admin

Presentazione del volume “Archeologia e storia della Puglia centraledall’età del bronzo all’alto medioevo” – Atti del Convegno di Studi (Bari 15-16 giugno 2009) a cura di Luigi Todisco – organizzato dalla Scuola di specializzazione in beni archeologici della Facoltà di lettere dell’Università degli Studi di Bari.

Salone degli Affreschi del Palazzo Ateneo
h 16:30 – 28 giugno 2010

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The Ethno Archaeology of Mountain Landscapes

giugno 18th, 2010 by admin

Giunge nel 2010 al suo secondo appuntamento la Summer School di APSAT (Ambiente e Paesaggi dei Siti d’Altura del Trentino) il grande progetto multidisciplinare sostenuto dalla Provincia Autonoma di Trento, e specificamente diretto a ricostruirel’evoluzione dei sistemi antropici di altura del Trentino. Quest’anno, l’approccio metodologico della Summer School è particolarmente innovativo, in quanto fondato sui concetti dell’etnoarcheologia propriamente detta, una disciplina a cavallo tra le metodologie proprie dell’indagine archeologica ed etnoantropologica. L’etnoarcheologia costituisce infatti una sorta di sintesi tra le due discipline, in quanto consente all’archeologo di confrontare i propri dati con osservazioni etnografiche dirette, e all ‘antropologo di confrontare la propria prospettiva con le sollecitazioni proprie di un’analisi della cultura materiale nella sua dimensione diacronica.

Sul terreno specifico dell’analisi del paesaggio archeologico, l’approccio dell’etnoarcheologia si è rivelato utile per cogliere in nessi specifici dell’interazione tra uomo e ambiente sia dal punto di vista materiale che da quello socio-culturale. Saranno proprio questi i temi trattati nel corso della Summer School ASPSAT 2010, a partire dagli aspetti della sussistenza e della produzione, e quindi in primo luogo agricoltura e pastorizia, per cominciare a capire come sulle montagne le comunità d’altura diano forma ai loro paesaggi quali veri e propri costrutti di ordine culturale

L’iscrizione è gratuita, i costi di vitto e alloggio presso le strutture convenzionate sono a pagamento

5 – 8 Luglio 2010

Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina
Via Mach, 2 - 38010 San Michele All’Adige – TRENTO

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“Archeologia degli ambienti estremi. Confronto tra ricerca scientifica e contesti naturali”

giugno 16th, 2010 by admin

Segnaliamo il convegno “Archeologia degli ambienti estremi. Confronto tra ricerca scientifica e contesti naturali”, che si terrà sabato 19 giugno a Cogolo di Pejo, presso la sala congressi del Parco Nazionale dello Stelvio.

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Archeologia Medievale – Università di Firenze

giugno 15th, 2010 by admin

Nuovo sito di comunicazione e documentazione della Cattedra di Archeologia Medievale dell’Università degli Studi di Firenze.
Lo scopo del progetto è di rendere i risultati della ricerca archeologica immediatamente disponibili alla comunità scientifica interessata, secondo la filosofia dell’Open Archive Initiative ma nel rispetto della proprietà intellettuale degli autori, opportunamente tutelati dalla legge 106 del 15 aprile 2004
Si é reso flessibile e ricco di contenuti il sito di accesso a tutte le fonti di documentazione delle ricerche scientifiche svolte nell’ambito della Cattedra di Archeologia Medievale dell’Università degli Studi di Firenze.

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Archeologia in città e sviluppo urbanistico tra passato, presente e futuro

giugno 10th, 2010 by admin

“Dove le forme si disfano, comincia la fine delle città”,
da Le Città invisibili di Italo Calvino

Le modificazioni dei luoghi sono lo specchio delle società che le producono.
Ogni scelta che produce alterazione del paesaggio, rurale o urbano, non può essere lasciata al caso o alla fiducia del “senso estetico” di chicchessia, ma deve essere il frutto di scelte meditate e partecipate da parte della società, di un dibattito pubblico a cui ogni cittadino si deve sentire in dovere di dare un apporto. Questo vale ancor più per l’Italia, Paese in cui i centri storici rappresentano il palinsesto stratigrafico di millenni di storia.
Su questi spunti di riflessione l’associazione Civicittà ha promosso per venerdì 11 giugno, nella Sala Convegni dell’Ance in Via Teatro Filarmonico, una giornata di studi dal titolo “Archeologia in Città tra sviluppo urbanistico passato, presente e futuro”.

Lo scopo è sollecitare i professionisti e gli amministratori impegnati nella conoscenza, nella tutela e nella trasformazione dei nostri paesaggi a favorire una cultura della progettazione che sia vera sintesi tra i differenti punti di vista e le esperienze di tutti. Si vuole far uscire la discussione dalle aule specialistiche e affidarla a tutti i cittadini, spingendo la cittadinanza a interrogarsi sull’utilizzo pubblico della storia e “disegnare” in prima persona il proprio paesaggio abituale. Perché tanto la storia quanto il paesaggio sono un bene comune.
La giornata di studi è stata realizzata in collaborazione con l’ANCE di Verona, l’Università di Verona, la Soprintendenza per i beni archeologici e l’Ordine degli architetti e dei pianificatori di Verona.

Nel corso degli interventi si farà una valutazione della funzione delle presenze archeologiche in relazione alla trasformazione e allo sviluppo dello spazio urbano. Un ruolo che ha oscillato a lungo tra logiche distinte e talora contrapposte: da un lato percepito come ostacolo, motivo di disaccordo tra poteri, rallentamento operativo e decisionale e degrado della città e del territorio. Dall’altro, considerato come bene da salvaguardare per il futuro.
Nell’ultimo decennio si è però assistito ad un’inversione di tendenza non solo nelle posizioni teoriche più sensibili, ma anche nelle pratiche concrete, progettuali ed esecutive: le preesistenze archeologiche hanno assunto in molti casi la funzione di risorsa, non solo culturale, ma anche economica, in quanto fattore propulsivo di riqualificazione della città ed in grado talora di conferire valore aggiunto al progetto urbanistico stesso.

Programma
La giornata di studi sarà introdotta dal Dott. Vincenzo Tinè (Soprintendente per i Beni Archeologi del Veneto) che illustrerà sinteticamente le principali acquisizioni recenti dell’archeologia urbana nella nostra regione, particolarmente interessata da tale tematica.
Il prof. Daniele Manacorda, ordinario di Metodologia e tecnica della ricerca archeologica presso l’Università di Roma Tre, nonché direttore a  partire dal 1981 degli scavi  della Crypta  Balbi a Roma (primo grande progetto di archeologia urbana nella Capitale) illustrerà la tematica dell’archeologia urbana ed un breve percorso storico-turistico tra Arco di Giano, Area di S. Omobono e Portico d’Ottavia.
La dott.ssa Daniela Giampaola della Soprintendenza Speciale Beni Archeologici di Napoli e Pompei tratterà degli eccezionali ritrovamenti di uno dei capitoli meno noti nella storia della città: la fase della Napoli bizantina, caratterizzata da un considerevole processo di trasformazione urbanistica del fronte a mare e oggetto di un’esposizione dal titolo “Napoli, la città e il mare”, aperta fino al 20 settembre presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
Cristina Bassi della Soprintendenza per i Beni Librari ed Archeologici Provincia Autonoma di Trento parlerà dei risultati delle attività del suo ufficio in una città culturalmente e geograficamente vicina a Verona: dal progetto “Tridentum.  La  città sotterranea”, alle più recenti scoperte dentro e fuori le mura della città, alle molteplici attività (mostre, attività didattica, incontri, conferenze, concerti e spettacoli teatrali) presso il S.A.S.S. (Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas).
Il prof. Renato Covino, presidente dell’ Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale, rivolgerà invece lo sguardo alle potenzialità del patrimonio industriale, spesso presente nelle città moderne, affrontando la tematica della loro conservazione e valorizzazione.
Il pomeriggio sarà invece dedicato alla città di Verona con una relazione sui 30 anni di attività delladott.ssa Giuliana Cavalieri Manasse, della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto nella nostra città, dove le prime sperimentazioni di archeologia preventiva si sono realizzate con l’occasione della costruzione del tribunale e dove tuttora la tematica del rapporto archeologia/urbanizzazione è assai sentito.
Seguirà una seconda relazione di concerto con la prof.ssa Patrizia Basso (docente associato di Antichità romane e Archeologia del territorio dell’Università di Verona) sull’importanza della carta archeologica informatizzata della città scaligera finalizzata a delinearne l’assetto urbanistico evidenziando i rapporti esistenti fra i vari contesti archeologici.
La relazione del prof. Gian Maria Varanini (ordinario di Storia Medievale) e del dott. Fabio Saggioro(Archeologo medievista) dell’Università di Verona riguarderà invece l’importanza della lettura storica dei ritrovamenti archeologici della città medievale fornendo quindi una chiave di lettura della città in quell’epoca.
Le attività didattiche di impronta archeologica verranno invece presentate dai professori Attilio Mastrocinque (Preside del Corso di Beni Culturali) e Giuliana M. Facchini (docente di Archeologia classica) dell’Università di Verona: da Grumento Nova (Potenza) a Villadose (Rovigo), da Montegrotto (Padova) a Yassihuyuk (Turchia centrale), da Illasi a Nogara (Verona).
Seguirà una tavola rotonda aperta dal titolo “Archeologia e Città: questioni di convivenza”, a cui parteciperanno funzionari, amministratori di diversi enti e docenti.

11/06/2010
Sala Convegni Ance
Via Teatro Filarmonico, 5

da carnetverona.it

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