Benvenuti nel blog di archeologiamedievale.it

L'informazione archeologica, come qualsiasi forma culturale, é un bene comune e come tale dovrebbe essere trattata, sia nella tutela che nella divulgazione. Archeologiamedievale.it vuole essere un punto d'incontro virtuale per studiosi e appassionati di archeologia medievale. Il portale sarà gestito e vagliato da un comitato di redazione formato da Docenti, Ricercatori e Studiosi della materia, riuniti in maniera spontanea per offrire uno strumento di ricerca libero e indipendente.
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Di seguito i nostri ultimi Post:

Facebook: più di 4.000 contatti per ArcheologiaMedievale.it

giugno 29th, 2010 by admin

L’account Facebook di ArcheologiaMedievale.it ha superato i 4.000 contatti per questo tutta la redazione esprime il più sincero grazie a tutti e vi ricorda che da qualche settimana è attivo anche il gruppo FB su cui aprire discussioni e dibattiti on-line.

grazie! AM

Il tempo svelato… da Felsina a Bononia: lo scavo di via D’Azeglio a Bologna

giugno 29th, 2010 by admin

La Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna, l’Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, il Comune di San Giovanni in Persiceto e il Museo Archeologico Ambientale di San Giovanni in Persiceto promuovono questa mostra dedicata ai materiali archeologici rinvenuti nello scavo urbano effettuato negli anni 2006-2009 a Bologna, tra le vie D’Azeglio e Tagliapietre, in concomitanza con la realizzazione di un parcheggio multipiano.
I reperti vengono proposti al pubblico all’interno della sconsacrata chiesa dedicata a Sant’Apollinare, pieve romanica di XIV-XV secolo situata nel cuore del centro storico di San Giovanni in Persiceto. Questa suggestiva opera architettonica fa da sfondo ideale ad un percorso espositivo che accompagna il visitatore in un vero e proprio “cammino” a ritroso nel tempo, partendo dall’età medievale, inoltrandosi nell’epoca romana, fino a raggiungere la prima età del Ferro con i ritrovamenti etruschi e di fase villanoviana orientalizzante.
I risultati presentati nella mostra sono frutto della collaborazione tra studiosi di varie discipline e forniscono un quadro complesso della frequentazione di una parte di territorio ancora oggi densamente urbanizzato, oltre ad approfondimenti interessanti non solo dal punto di vista archeologico ma anche sotto il profilo ambientale e faunistico.

fino a domenica 31 ottobre 2010

Chiesa di Sant’Apollinare
Via Sant’Apollinare n. 4
San Giovanni in Persiceto (BO)
aperta sabato 17.00-19.30 e domenica 10.00-12.30 e 17.00-19.30
ingresso gratuito

scarica il report dello scavo

notizie dello scavo del 2006/2009

Archeologia e storia della Puglia centraledall’età del bronzo all’alto medioevo

giugno 22nd, 2010 by admin

Presentazione del volume “Archeologia e storia della Puglia centraledall’età del bronzo all’alto medioevo” – Atti del Convegno di Studi (Bari 15-16 giugno 2009) a cura di Luigi Todisco – organizzato dalla Scuola di specializzazione in beni archeologici della Facoltà di lettere dell’Università degli Studi di Bari.

Salone degli Affreschi del Palazzo Ateneo
h 16:30 – 28 giugno 2010

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The Ethno Archaeology of Mountain Landscapes

giugno 18th, 2010 by admin

Giunge nel 2010 al suo secondo appuntamento la Summer School di APSAT (Ambiente e Paesaggi dei Siti d’Altura del Trentino) il grande progetto multidisciplinare sostenuto dalla Provincia Autonoma di Trento, e specificamente diretto a ricostruirel’evoluzione dei sistemi antropici di altura del Trentino. Quest’anno, l’approccio metodologico della Summer School è particolarmente innovativo, in quanto fondato sui concetti dell’etnoarcheologia propriamente detta, una disciplina a cavallo tra le metodologie proprie dell’indagine archeologica ed etnoantropologica. L’etnoarcheologia costituisce infatti una sorta di sintesi tra le due discipline, in quanto consente all’archeologo di confrontare i propri dati con osservazioni etnografiche dirette, e all ‘antropologo di confrontare la propria prospettiva con le sollecitazioni proprie di un’analisi della cultura materiale nella sua dimensione diacronica.

Sul terreno specifico dell’analisi del paesaggio archeologico, l’approccio dell’etnoarcheologia si è rivelato utile per cogliere in nessi specifici dell’interazione tra uomo e ambiente sia dal punto di vista materiale che da quello socio-culturale. Saranno proprio questi i temi trattati nel corso della Summer School ASPSAT 2010, a partire dagli aspetti della sussistenza e della produzione, e quindi in primo luogo agricoltura e pastorizia, per cominciare a capire come sulle montagne le comunità d’altura diano forma ai loro paesaggi quali veri e propri costrutti di ordine culturale

L’iscrizione è gratuita, i costi di vitto e alloggio presso le strutture convenzionate sono a pagamento

5 – 8 Luglio 2010

Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina
Via Mach, 2 - 38010 San Michele All’Adige – TRENTO

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“Archeologia degli ambienti estremi. Confronto tra ricerca scientifica e contesti naturali”

giugno 16th, 2010 by admin

Segnaliamo il convegno “Archeologia degli ambienti estremi. Confronto tra ricerca scientifica e contesti naturali”, che si terrà sabato 19 giugno a Cogolo di Pejo, presso la sala congressi del Parco Nazionale dello Stelvio.

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Archeologia Medievale – Università di Firenze

giugno 15th, 2010 by admin

Nuovo sito di comunicazione e documentazione della Cattedra di Archeologia Medievale dell’Università degli Studi di Firenze.
Lo scopo del progetto è di rendere i risultati della ricerca archeologica immediatamente disponibili alla comunità scientifica interessata, secondo la filosofia dell’Open Archive Initiative ma nel rispetto della proprietà intellettuale degli autori, opportunamente tutelati dalla legge 106 del 15 aprile 2004
Si é reso flessibile e ricco di contenuti il sito di accesso a tutte le fonti di documentazione delle ricerche scientifiche svolte nell’ambito della Cattedra di Archeologia Medievale dell’Università degli Studi di Firenze.

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Archeologia in città e sviluppo urbanistico tra passato, presente e futuro

giugno 10th, 2010 by admin

“Dove le forme si disfano, comincia la fine delle città”,
da Le Città invisibili di Italo Calvino

Le modificazioni dei luoghi sono lo specchio delle società che le producono.
Ogni scelta che produce alterazione del paesaggio, rurale o urbano, non può essere lasciata al caso o alla fiducia del “senso estetico” di chicchessia, ma deve essere il frutto di scelte meditate e partecipate da parte della società, di un dibattito pubblico a cui ogni cittadino si deve sentire in dovere di dare un apporto. Questo vale ancor più per l’Italia, Paese in cui i centri storici rappresentano il palinsesto stratigrafico di millenni di storia.
Su questi spunti di riflessione l’associazione Civicittà ha promosso per venerdì 11 giugno, nella Sala Convegni dell’Ance in Via Teatro Filarmonico, una giornata di studi dal titolo “Archeologia in Città tra sviluppo urbanistico passato, presente e futuro”.

Lo scopo è sollecitare i professionisti e gli amministratori impegnati nella conoscenza, nella tutela e nella trasformazione dei nostri paesaggi a favorire una cultura della progettazione che sia vera sintesi tra i differenti punti di vista e le esperienze di tutti. Si vuole far uscire la discussione dalle aule specialistiche e affidarla a tutti i cittadini, spingendo la cittadinanza a interrogarsi sull’utilizzo pubblico della storia e “disegnare” in prima persona il proprio paesaggio abituale. Perché tanto la storia quanto il paesaggio sono un bene comune.
La giornata di studi è stata realizzata in collaborazione con l’ANCE di Verona, l’Università di Verona, la Soprintendenza per i beni archeologici e l’Ordine degli architetti e dei pianificatori di Verona.

Nel corso degli interventi si farà una valutazione della funzione delle presenze archeologiche in relazione alla trasformazione e allo sviluppo dello spazio urbano. Un ruolo che ha oscillato a lungo tra logiche distinte e talora contrapposte: da un lato percepito come ostacolo, motivo di disaccordo tra poteri, rallentamento operativo e decisionale e degrado della città e del territorio. Dall’altro, considerato come bene da salvaguardare per il futuro.
Nell’ultimo decennio si è però assistito ad un’inversione di tendenza non solo nelle posizioni teoriche più sensibili, ma anche nelle pratiche concrete, progettuali ed esecutive: le preesistenze archeologiche hanno assunto in molti casi la funzione di risorsa, non solo culturale, ma anche economica, in quanto fattore propulsivo di riqualificazione della città ed in grado talora di conferire valore aggiunto al progetto urbanistico stesso.

Programma
La giornata di studi sarà introdotta dal Dott. Vincenzo Tinè (Soprintendente per i Beni Archeologi del Veneto) che illustrerà sinteticamente le principali acquisizioni recenti dell’archeologia urbana nella nostra regione, particolarmente interessata da tale tematica.
Il prof. Daniele Manacorda, ordinario di Metodologia e tecnica della ricerca archeologica presso l’Università di Roma Tre, nonché direttore a  partire dal 1981 degli scavi  della Crypta  Balbi a Roma (primo grande progetto di archeologia urbana nella Capitale) illustrerà la tematica dell’archeologia urbana ed un breve percorso storico-turistico tra Arco di Giano, Area di S. Omobono e Portico d’Ottavia.
La dott.ssa Daniela Giampaola della Soprintendenza Speciale Beni Archeologici di Napoli e Pompei tratterà degli eccezionali ritrovamenti di uno dei capitoli meno noti nella storia della città: la fase della Napoli bizantina, caratterizzata da un considerevole processo di trasformazione urbanistica del fronte a mare e oggetto di un’esposizione dal titolo “Napoli, la città e il mare”, aperta fino al 20 settembre presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
Cristina Bassi della Soprintendenza per i Beni Librari ed Archeologici Provincia Autonoma di Trento parlerà dei risultati delle attività del suo ufficio in una città culturalmente e geograficamente vicina a Verona: dal progetto “Tridentum.  La  città sotterranea”, alle più recenti scoperte dentro e fuori le mura della città, alle molteplici attività (mostre, attività didattica, incontri, conferenze, concerti e spettacoli teatrali) presso il S.A.S.S. (Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas).
Il prof. Renato Covino, presidente dell’ Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale, rivolgerà invece lo sguardo alle potenzialità del patrimonio industriale, spesso presente nelle città moderne, affrontando la tematica della loro conservazione e valorizzazione.
Il pomeriggio sarà invece dedicato alla città di Verona con una relazione sui 30 anni di attività delladott.ssa Giuliana Cavalieri Manasse, della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto nella nostra città, dove le prime sperimentazioni di archeologia preventiva si sono realizzate con l’occasione della costruzione del tribunale e dove tuttora la tematica del rapporto archeologia/urbanizzazione è assai sentito.
Seguirà una seconda relazione di concerto con la prof.ssa Patrizia Basso (docente associato di Antichità romane e Archeologia del territorio dell’Università di Verona) sull’importanza della carta archeologica informatizzata della città scaligera finalizzata a delinearne l’assetto urbanistico evidenziando i rapporti esistenti fra i vari contesti archeologici.
La relazione del prof. Gian Maria Varanini (ordinario di Storia Medievale) e del dott. Fabio Saggioro(Archeologo medievista) dell’Università di Verona riguarderà invece l’importanza della lettura storica dei ritrovamenti archeologici della città medievale fornendo quindi una chiave di lettura della città in quell’epoca.
Le attività didattiche di impronta archeologica verranno invece presentate dai professori Attilio Mastrocinque (Preside del Corso di Beni Culturali) e Giuliana M. Facchini (docente di Archeologia classica) dell’Università di Verona: da Grumento Nova (Potenza) a Villadose (Rovigo), da Montegrotto (Padova) a Yassihuyuk (Turchia centrale), da Illasi a Nogara (Verona).
Seguirà una tavola rotonda aperta dal titolo “Archeologia e Città: questioni di convivenza”, a cui parteciperanno funzionari, amministratori di diversi enti e docenti.

11/06/2010
Sala Convegni Ance
Via Teatro Filarmonico, 5

da carnetverona.it

La seconda campagna di scavo presso Santa Cristina in Caio

giugno 5th, 2010 by admin

In questi giorni sono ripartite le indagini presso il sito di Santa Cristina nel Comune di Buonconvento (SI) dirette dal Prof. Marco Valenti dell”Area di Archeologia Medievale – Università degli Studi di Siena. Interessanti risultano le indagini magnetometriche che prospettano un orizzonte molto interessante per le prossime campagne di scavo.

Dal sito: La seconda campagna di scavo presso Santa Cristina in Caio si svolgerà dal 31 maggio al 23 luglio 2010 e vedrà impegnati sul campo un totale di circa venti persone tra archeologi e studenti, sia dell’ Università di Siena che di altri atenei italiani.
L’indagine archeologica prevederà l’ampliamento dell’area individuata l’anno passato, sia al fine di individuare l’estensione e lo sviluppo planimetrico dell’impianto termale in parte già identificato, sia di comprendere l’entità delle fasi di vita successive all’abbandono della mansio, inquadrabili cronologicamente tra l’età tardoantica e l’altomedioevo. Pertanto, nella scelta di adottare una strategia di indagine in open area, verranno allargati i limiti di scavo del settore ultimato nella campagna 2009 in direzione Nord, Sud ed Ovest. Queste operazioni consentiranno di verificare l’entità delle fasi di riuso, al fine di capire l’articolazione dell’insediamento che si sovrappose alle strutture romane; inoltre permetteranno di verificare lo sviluppo di alcuni ambienti del complesso termale che sono rimasti parzialmente obliterati dai vecchi limiti di scavo.
L’ampliamento dell’area verrà inizialmente realizzato tramite l’ausilio dell’escavatore meccanico, funzionale alla rimozione del livello di humus superficiale con il preciso scopo di aprire un settore più esteso di quello che si intenderà scavare nell’arco delle otto settimane di campagna, in previsione della realizzazione di nuove indagini magnetometriche nell’area circostante.

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SMaLL – progetto di ricerca sul Monte San Martino/Lundo-Lomaso

giugno 5th, 2010 by admin

E’ on-line il sito web della missione archeologica operante sul sito di Monte San Martino/Lundo-Lomaso (TN) diretto dal Prof. Enrico Cavada.

Dal Sito: isolato e lontano da qualsiasi nucleo abitato antico o moderno, il monte di san Martino rimane fedele custode dei resti di un antico insediamento fortificato fondato nell’età tardoantica, per motivi strategico-militari. Attraverso queste pagine é possibile avere informazione sulle ricerche archeologiche in atto le quali, dopo aver individuato l’insediamento, ne stanno recuperando gli elementi sopravvissuti con l’obbiettivo di comprenderne le ragioni, le dimensioni e le trasformazioni in prospettiva storica.

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I colori di Montefiore. Testimonianze archeologiche dagli scavi nella Rocca

giugno 3rd, 2010 by admin

A poca distanza dalla riapertura, dopo lunghi restauri, la Rocca Malatestiana di Montefiore Conca, nell’entroterra riminese, ospita la sua prima mostra dal titolo “I colori di Montefiore. Testimonianze archeologiche dagli scavi nella Rocca”, dedicata agli esiti delle indagini archeologiche che si sono svolte dal 2006 al 2008. Sette vetrine all’ultimo piano espongono 12 reperti ceramici di notevole fattura, recentemente restaurati e corredati da scheda tecnica; l’allestimento consente anche la visita dell’area di scavo vera e propria, lasciata a vista per il pubblico. Dal 18 maggio al 23 giugno 2009, inoltre, Montefiore  è stata sede di un cantiere-scuola di restauro ceramico al termine del quale i 12 corsisti consegneranno altri 40 reperti disponibili per l’esposizione.
Pur inserendosi nell’ormai consolidato filone degli studi sulla produzione ceramica di età malatestiana, questa esposizione presenta due elementi di novità. Il primo è la possibilità di trasformare la mostra da temporanea in permanente; il secondo è la sua ambientazione nei locali del Castello, da poco riaperti al pubblico e il cui recente restauro è stato occasione dei ritrovamenti che la mostra stessa documenta. La lettura dei dati di scavo e l’analisi dei reperti (ad oggi sono oltre 300 le ceramiche, i metalli e i vetri già inventariati), stanno consentendo di ricostruire un pezzo di storia di Montefiore mai prima d’ora indagato e solo sommariamente delineato dalle fonti scritte. Le ceramiche recuperate rappresentano frammenti di una vita quotidiana che si dipana sui tre secoli di occupazione della rocca da parte dei Malatesta, dagli inizi del ‘300 alla fine del ‘500.

Dal 22 maggio al 15 giugno e dal 16 settembre al 31 ottobre, tutti i sabati, domeniche e festivi, dalle 10,30 alle 13 e dalle 15 alle 19.
Dal 16 giugno al 15 settembre, tutti i giorni, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20.
Luglio e agosto aperture serali il venerdì, sabato e domenica, dalle 21 alle 23.
Dall’1 al 21 novembre chiamare per info 0541.980035 (Comune di Montefiore Conca) oppure 0541.980179 (Castello)

Comune di Montefiore Conca – Rimini

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