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L'informazione archeologica, come qualsiasi forma culturale, é un bene comune e come tale dovrebbe essere trattata, sia nella tutela che nella divulgazione. Archeologiamedievale.it vuole essere un punto d'incontro virtuale per studiosi e appassionati di archeologia medievale. Il portale sarà gestito e vagliato da un comitato di redazione formato da Docenti, Ricercatori e Studiosi della materia, riuniti in maniera spontanea per offrire uno strumento di ricerca libero e indipendente.
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Di seguito i nostri ultimi Post:

Astérix au musée de Cluny

ottobre 30th, 2009 by admin

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A l’occasion du cinquantième anniversaire de la naissance du célèbre personnage Astérix, créé par René Goscinny et Albert Uderzo, rendez-vous est pris au musée du Moyen Âge – Thermes et Hôtel de Cluny pour un évènement inédit, la rencontre de deux monuments nationaux.
Dans le frigidarium récemment restauré des thermes de Cluny, unique monument gallo-romain en élévation conservé au nord de la Loire, sont présentés en exclusivité, pour la première fois en France, une trentaine de planches originales ainsi que des tapuscrits qui ont servi à leur conception, issus des albums d’Astérix. Il s’agit principalement de dessins, anciens ou récents, où s’exprime le talent d’Uderzo, associé au génie créatif de Goscinny. C’est l’occasion de découvrir leur processus de création et la naissance de ces pages d’albums tels qu’on les connaît.
Un dialogue insolite se crée entre ce bâtiment de la Lutèce antique, exceptionnellement préservé, et Astérix, témoin d’une antiquité imaginaire. D’autres objets, comme la machine à écrire Keyston Royal de Goscinny, le premier numéro dePilote etc… évoquent la complicité de ces deux créateurs de bandes dessinées qui, en prenant un personnage de l’époque gallo-romaine, ont réussi à conquérir le monde entier.
Enfin, à l’extérieur, à l’angle du boulevard Saint-Michel et du boulevard Saint-Germain, sur les grilles qui bordent le jardin du musée, sont accrochés des panneaux, mettant en parallèle des dessins d’Astérix et quelques-uns des plus célèbres chefs-d’œuvre de l’art occidental… parodie ou source d’inspiration ?
Cette exposition est conçue et réalisée par la Réunion des musées nationaux, le musée du Moyen Âge – Thermes et Hôtel de Cluny et les éditions Albert René avec le concours exceptionnel d’Albert Uderzo et Anne Goscinny.

Musée du Moyen Âge – Thermes et Hôtel de Cluny
28 octobre 2009 – 3 janvier 2010

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La Domus del Chirurgo. Il sito archeologico di Rimini

ottobre 30th, 2009 by admin

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Il complesso archeologico comunemente noto come “Domus del Chirurgo” è uno dei più importanti e suggestivi non solo del territorio riminese o della Regione Emilia-Romagna ma dell’intero Paese. 
Il documentario prodotto da Bottega Video di Rimini che viene presentato in questa occasione offre uno spaccato delle evidenze più significative corredato da intervizte ad archeologi e studiosi 
Intervengono Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, Maria Grazia Maioli, archeologa della Soprintendenza per i beni archeologici dell’Emilia Romagna, Jacopo Ortalli, docente di archeologia all’Università di Ferrara, Stefano De Carolis, storico della medicina, Maria Luisa Stoppioni, archeologa del Museo della Città di Cattolica, e Sara Paci, autrice del documentario per Bottega Video. 
La presentazione è preceduta dai saluti di Antonella Beltrami, Assessore alla Cultura del Comune di Rimini, Alfredo Aureli, Presidente di Fondazione Carim, e Alberto Martini, Direttore Generale di Banca Carim. 
Alle ore 11.45, all’interno della domus del Chirurgo, avrà luogo la breve pièce teatrale ”Quando manca la luna“ di Marco Sassi, con Simona Matteini 
Alle ore 12.00 visita al sito archeologico della Domus del Chirurgo con Jacopo Ortalli, guida d’eccezione, e ingresso gratuito. 
Alle ore 12.45 Cocktail Buffet a cura di Catering & Banqueting di Riccione

14/11/2009
Sala del Giudizio del Museo Comunale, Via Tonini n. 1 – Rimini

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Une société de pierre. Les épitaphes carolingiennes de Melle

ottobre 26th, 2009 by admin

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L’ensemble épigraphique découvert autour de l’église Saint-Pierre de Melle (Deux-Sèvres) est exceptionnel à la fois par son importance numérique, sa qualité matérielle et littéraire et son apport historique. Sur les douze épitaphes carolingiennes connues en Deux-Sèvres, onze viennent de Melle.

Réunissant pour la première fois l’intégralité de la collection, l’exposition « Une société de pierre. Les épitaphes carolingiennes de Melle » vise à mettre en valeur ce patrimoine encore méconnu. Elle sera inaugurée le 3 septembre 2009 à l’occasion du congrès international d’épigraphie de Poitiers (Vienne).

Elle a été conçue par la Société archéologique et spéléologique du Mellois et le Centre d’études supérieures de civilisation médiévale (Université de Poitiers/CNRS) et réalisée en collaboration avec l’équipe municipale de Melle.

Canosa: rinvenuti mosaici paleocristiani nel complesso di S.Giovanni

ottobre 26th, 2009 by admin

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Nuova scoperta archeologica a Canosa di Puglia, culla del cristianesimo pugliese, ricca di complessi paleocristiani fatti erigere da vescovo Sabino nel VI dopo Cristo. Una decorazione musiva rarissima, realizzata con tessere di color arancio, rosso scuro e blu, in calcare, ciottoli e pasta vitrea, che raffigura due cervi che si abbeverano ad un kantharos (una coppa per le libagioni), è emersa dagli scavi che trenta studiosi dell’Università di Foggia stanno svolgendo nell’area di San Giovanni al Piano.
“Si tratta di una importante scoperta – ha dichiarato Giuliano Volpe, rettore dell’Università e direttore dello scavo – perché l’iconografia di due animali non è mai stata attesta prima in Puglia ed è rarissima in altri complessi paleocristiani dell’Italia Meridionale”. Il mosaico è stato rinvenuto il 20 ottobre, nel tardo pomeriggio, nell’ingresso della basilica di Santa Maria (metà IV – V s. d. C), la più antica cattedrale costruita a Canosa e una delle prime cattedrali realizzate in Puglia. La campagna di scavi ancora in corso, a cui partecipano circa 30 studenti e dottorandi dell’Università di Foggia, è diretta dai docenti Roberta Giuliani e Danilo Leone, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni archeologici della Puglia, con il Comune di Canosa e con la Fondazione Archeologica Canosina. “Il ritrovamento, di enorme importanza, acquisirà agli occhi dei ricercatori e dei cittadini di Canosa una sicura centralità al pari del famoso mosaico che raffigura il pavone della basilica paleocristiana di San Leucio”, ha tenuto a sottolineare Marisa Corrente, direttore archeologo della Soprintendenza per i Beni archeologici della Puglia. “L’area archeologica di Piano San Giovanni è come una miniera che ogni giorno ci regala preziosissimi reperti del nostro passato – ha detto il sindaco, Francesco Ventola – . Non è un caso, quindi, che si sia scelto di realizzare proprio in quest’area il museo archeologico. Ringrazio la Soprintendenza, l’Università di Foggia, la Fondazione archeologica canosina e soprattutto i giovani che sono qui a lavoro per il loro impegno e la loro attenzione nei riguardi della nostra storia”.
“Una peculiarità del sito archeologico di Canosa, un unicum in Puglia e nell’Italia Meridionale, è quello di conservare tante testimonianze, tanti poli archeologici di notevolissimo rilievo, relativi al periodo paleocristiano, in una sola città – ha sottolineato Nicola Casamassima, assessore alle Attività culturali -: dal polo di san Giovanni sede della prima cattedrale con il Battistero “San Giovanni”, a quello di san Pietro che è il luogo in cui Sabino fece costruire il proprio mausoleo insieme ad una grande basilica cimiteriale ed ad altre strutture abitative, a quello di San Leucio, una sorta di santuario prossimo alla città ma costruito al di fuori di essa nelle campagne adiacenti, alla necropoli del ponte della Lama, dove ci sono resti di sepolture e catacombe con chiare tracce di cristianizzazione degli inumati. Una caratteristica della città di Canosa che ci contraddistingue e che il Comune di Canosa ha inteso – da sempre – promuovere e valorizzare ”.
La prima campagna di scavi fu effettuata nel 2006 grazie ai fondi del Comune di Canosa e del dipartimento di Scienze umane dell’Università di Foggia, a seguito dell’intuizione di Roberta Giuliani dell’esistenza di una chiesa preesistente alle costruzioni sabiniane del sesto secolo (Battistero san Giovanni). La campagna di scavo che gli archeologi stanno conducendo da circa due mesi, invece, è stata finanziata, con circa 40mila euro, dall’Assessorato regionale al Mediterraneo. I fondi fanno parte del progetto Canosa – Orikum (Albania) che prevede indagini nella città pugliese e nella baia di Valona, dove si sono realizzati, con circa la metà dei finanziamenti, indagini subacquee proprio nei pressi della città albanese. Una iniziativa ispirata alla ristrutturazione delle opere pubbliche di entrambe le città realizzate nel II secolo dopo Cristo dal senatore romano Erode Attico.
Al momento è stata indagata solo una piccola parte della chiesa, l’area comprendente il nartece (corridoio-porticato della basilica) parte della navata centrale e della navata meridionale. Solo, quindi, il 20% dell’intera chiesa, che, in base alla ricostruzione degli archeologi, doveva avere un’ampiezza pari a 20 metri per 40 metri.
“La parte antistante la cattedrale presentava un atrio scoperto rivestito di un tassellato policromo che riproduce un motivo a quadrati e cerchi che inscrivono una croce – ha detto Roberta Giuliani -. La chiesa ebbe una vita lunga, infatti, nell’alto medioevo (VIII – IX secolo d. C) furono realizzate tombe all’interno delle navate, ognuna delle quali, presenta numerose inumazioni sovrapposte. Nel corso del medioevo (XI– XIII s. d. c.) il monumento, cessata la sua funzione liturgica e utilizzato probabilmente per un periodo come luogo di sepoltura, venne occupato da alcune abitazioni. A questa fase, infatti, rimandano le fosse granarie intercettate all’interno della chiesa e due pozzi per la raccolta delle acque piovane. Queste strutture sono realizzate con materiale di spoglio, proveniente dalla chiesa, come dimostra tra l’altro una colonna in marmo verde cipollino, impiegata nuovamente in una delle strutture murarie”.
Tra gli obiettivi futuri degli archeologi c’è l’ampliamento dell’area da scavare per riportare alla luce l’intero monumento, e un vasto progetto di restauro delle pavimentazioni musive e degli intonaci dipinti che ancora si conservano aderenti alle pareti, che richiedono interventi urgenti di consolidamento. Infatti, i resti della chiesa si trovano in una sorta di vasca, a quota molto più bassa rispetto alla zona circostante. Persiste, dunque, l’inevitabile rischio che possa fungere da bacino di raccolta delle acque piovane. “Si spera di poter lavorare – in un futuro prossimo – ad un progetto di conservazione e restauro complessivo di tutti gli elementi riportati alla luce e di concepire il piano di valorizzazione e fruizione dell’area archeologica”, ha concluso Giuliani.
da “rassegna stampa del Comune di Canosa”

da larepubblica.it

il sito ufficiale dell’Università di Foggia

Espaces monastiques et Espaces urbains de l’antiquité tardive à la fin du moyen Âge

ottobre 22nd, 2009 by admin

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Cette table ronde s’insère dans un programme de recherche explorant, aussi bien dans sa construction discursive que dans ses réalisations matérielles, l’espace tout à la fois sacré et social que représente le monastère.
Il en constitue le 2e volet consacré aux implantations et aux logiques d’investissement de l’espace urbain par les moines et les ordres religieux. Il s’agira, à travers une approche mettant en œuvre aussi bien les données textuelles que les données issues des investigations archéologiques, de tenter de comprendre :
– comment est gérée spatialement l’apparente contradiction entre choix urbain et choix de retrait du monde onstitutif du projet monastique,
– comment les contraintes des sites urbains contribuent à mettre en évidence certaines modalités de la construction des espaces monastiques,
– les rapports entre fabriques monastiques et fabrique de la ville. Le choix de la longue durée – et en particulier la prise en compte de la période tardo-antique – entend contribuer à mettre en évidence des évolutions ayant trait :
– à la fonction des pôles de vie monastique dans l’affirmation d’une topographie chrétienne des villes,
– aux phénomènes de continuité ou de discontinuité spatiale et temporelle des établissements monastiques en ville,
– aux rapports des localisations monastiques avec les marqueurs de l’espace urbain. Enfin, le parti pris de la diachronie – et, en conséquence, de la variété des projets de vie monastiques et des contextes sociaux – devrait contribuer à remettre en perspective voire à relativiser le caractère exceptionnel ou exclusif de certains aspects ou de certaines étapes de la présence régulière dans les espaces urbains, telle l’implantation urbaine des Mendiants – objet d’une historiographie très abondante depuis une quarantaine d’années.

École française de Rome
Salle de conférence, Piazza Navona 62
20-21 novembre 2009

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Archeologia e infrastrutture

ottobre 19th, 2009 by admin

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Le giornate di studio saranno presentate il 21 ottobre alle ore 11.30, da Roberto Cecchi, Commissario straordinario per le linne metropolitane di Roma e Napoli, e da Angelo Bottini, Soprintendente archeologo di Roma, presso il Museo Nazionale Romano, Palazzo Massimo alle Terme.

Nei suoi tempi di progettazione e di realizzazione, necessariamente molto lunghi, l’idea di costruire una terza linea (C) della metropolitana di Roma si è andata sviluppando lungo il medesimo arco cronologico in cui anche l’archeologia italiana ha conosciuto una profonda trasformazione, in sintonia peraltro con ciò che si andava verificando in altri Paesi europei (…) il progressivo passaggio dall’archeologia d’urgenza a quella preventiva, intesa quale unico modus operandi adeguato sotto il profilo scientifico per territori dalla lunghissima  frequentazione umana. 
(…) In questa prospettiva di crescente riconoscimento pubblico ed aggiornamento metodologico del ruolo dell’archeologia è andata quindi delineandosi anche la valutazione del progetto della nuova linea della metropolitana da parte dei tecnici della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma (già da molti anni gestori di una capillare attività di tutela preventiva, garantita da norme specifiche del piano regolatore), sempre più percepita non solo quale causa di fin troppo owie preoccupazioni dal punto di vista della tutela ma anche quale occasione di conoscenza, sul modello di quanto era awenuto da poco ad Atene o stava avvenendo a Napoli. (…). 
Ne è chiara espressione già la fondamentale presa di posizione ufficiale assunta nel 2003, in cui, oltre a delineare con molta precisione e chiarezza il quadro dei principali problemi che si sarebbero dovuti affrontare, veniva formulato l’auspicio che l’opera mantenesse quella connotazione di Metro archeologica prospettata dalla stessa relazione generale che accompagna il progetto, non solo come semplice strumento di trasporto, ma anche come mezzo di valorizzazione del patrimonio storico di Roma. 
(…) sarebbe del tutto errato concludere che il cantiere della linea C non rappresenti anche un’eccezionale occasione di conoscenza (…) il contributo non è rappresentato in modo specifico dalla scoperta di monumenti e contesti di rilevanza assoluta, bensì da un ampliamento delle nostre conoscenze dell’intero sistema insediativo, dalla possibilità di verificare (tenendo comunque ben presente che l’archeologia non è una scienza sperimentale bensì largamente probabilistica) ed integrare, con tecniche e strumenti adeguati, le risultanze di molte indagini precedenti in aree di fatto precluse alla ricerca archeologica.

21-22 ottobre 2009
Roma, Museo Nazionale Romano Palazzo Massimo alle Terme

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Coloquio Internacional “Nuevas perspectivas sobre la Antigüedad tardía”

ottobre 16th, 2009 by admin

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El Instituto de Estudios Clasicos “L.A. Seneca” (Universidad Carlos III), el Departamento de Historia Antigua de la Universidad Nacional de Educación a Distancia (UNED) y el Centro Asociado de la UNED en Segovia organizan este coloquio, en colaboración con el Historisches Institut (Geschichte des Altertums) de la Universidad de Potsdam (Alemania) y la Real Academia de Historia y Arte de San Quirce (Segovia, España), con la idea de reunir en Segovia a algunos de los especialistas internacionales más reconocidos en las últimas tendencias de estudio sobre la Antigüedad Tardía. El presente coloquio aúna, desde una perspectiva pluridisciplinaria, trabajos de historia, arqueología, filología y filosofía sobre el período conocido como Antigüedad tardía (Late Antiquity, Spätantike) como resultado de la colaboración en temas de investigación entre varias instituciones académicas europeas.

Centro Asociado de la UNED en Segovia
Lugar de celebración: Real Academia de Historia y Arte de San Quirce (Segovia)
21-23 de octubre de 2009

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Insediamenti rupestri di età medievale: l’organizzazione dello spazio nella mappatura dell’abitato. Italia centrale e meridionale

ottobre 13th, 2009 by admin

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Dalla brochure dell’evento:
La messa a punto metodologica, necessaria in un ambito di studio particolarmente complesso come quello rupestre dove sopratutto gli “indicatori” cronologici sono di difficile lettura e la continuazione degli che ha prodotto nuove esperienze di ricerca e di sperimentazione del metodo permettono, oggi, di rinnovare l’invito agli studiosi a confrontarsi in un secondo convegno.

L’argomento é ovviamente legato all’osservazione, sul piano sincronico, degli elementi principali che connotano lo spazio insediativo ed alla loro distribuzione topografica, mettendo, se possibile, in evidenza la presenza, o meno, di costanti nell’organizzazione di questo spazio.

Castello Orsini – Vasanello (VT), il 24 e 25 ottobre 2009

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Progetto Archeologico Alberese

ottobre 9th, 2009 by admin

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Il Progetto Archeologico Alberese nasce per comprendere le dinamiche insediative nell’area della foce del Fiume Ombrone tra il periodo della romanizzazione e l’altomedioevo – II sec a.C. sino al IX sec. d.C. Luoghi chiave del progetto sono l’area templare dello Scoglietto, l’area del c.d. Ponte del Diavolo in località Lo Spolverino e il Romitorio dell’Uccellina.
Il progetto tende alla valorizzazione delle emergenze archeologiche nel pieno rispetto dell’ambiente protetto del Parco Regionale della Maremma, un ecosistema dove sorgono importanti vestigia immerse nelle bellezze naturali.
Attraverso lo studio analitico dei siti si vuole delineare la storia dei cambiamenti intercorsi tra il passaggio dall’età romana a quella altomedievale, proponendo analisi multidisciplinari che comprendono l’archeologia, la geologia, la ricostruzione paleoambientale al fine di fornire un quadro globale della presenza umana all’interno del Parco Regionale della Maremma.

Pagina Facebook del progetto

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Arqueologia funerària al nord-est peninsular ss. VI-XII

ottobre 9th, 2009 by admin

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El debat obert entorn la cronologia de les tombes antropomorfes va quedar tancat quan Alberto del Castillo les va situar a l’alta edat mitjana. Amb la perspectiva que donen aquest 40 anys transcorreguts, els 25 anys de la publicació de l’Annex d’Acta Mediaevalia dedicat a les necròpolis medievals i amb l’aportació de les intervencions arqueològiques sistemàtiques dutes a terme des d’aleshores, és probablement un bon moment per a obrir de nou la problemàtica cronològica entorn a l’arqueologia funerària tardoantiga i altmedieval.
És per aquest motiu que hem cregut oportú organitzar una sessió de treball entorn a l’arqueologia funerària entre els segles VI i XII centrada en l’àmbit català i amb la participació dels investigadors que han treballat en la temàtica en els darrers anys, tenint com a protagonistes aquells jaciments i necròpolis que han proporcionat dades rellevants respecte de la cronologia i tipologia o la delimitació de l’espai funerari.
La reunió comptarà amb una sessió de presentació de les necròpolis que en els darrers anys han aportat noves dades quan a cronologia i tipologia dels conjunts funeraris en si mateixos i en relació a l’església i a l’hàbitat. La discussió centrarà la segona sessió, amb l’objectiu que el debat permeti definir, en base al coneixement actual, les problemàtiques plantejades entorn l’arqueologia funerària. La comissió científica es planteja com prioritat la publicació dels resultats en un termini curt de temps.
Una vegada revisat el nord-est peninsular, la intenció és traslladar el debat a la resta de la geografia peninsular, per tal d’avançar en el coneixement de la problemàtica, per a la qual cosa es preveu convidar al debat investigadors procedents de la resta de l’Estat.

Barcelona (E), 18 novembre 2009

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