Benvenuti nel blog di archeologiamedievale.it

L'informazione archeologica, come qualsiasi forma culturale, é un bene comune e come tale dovrebbe essere trattata, sia nella tutela che nella divulgazione. Archeologiamedievale.it vuole essere un punto d'incontro virtuale per studiosi e appassionati di archeologia medievale. Il portale sarà gestito e vagliato da un comitato di redazione formato da Docenti, Ricercatori e Studiosi della materia, riuniti in maniera spontanea per offrire uno strumento di ricerca libero e indipendente.
Per visualizzare i precedenti post della versione 2.0 vai qui

Per contattarci questo è il nostro recapito e-mail

Registrati per ricevere le nostre newsletter


Di seguito i nostri ultimi Post:

Pen and Parchment: Drawing in the Middle Ages

luglio 28th, 2009 by admin

ishot-1

Though their work is little known and little studied, artists in the Middle Ages explored the technique of drawing in many of the same ways as artists from other eras.  They created a rich array of works—ranging from spontaneous sketches to powerful evocations of spirituality to intriguing images of science and the natural world.  Medieval drawings appear in places both expected and unexpected.  They generally cannot be found on paper but rather on parchment, and rarely in portfolios but more often in bound books in libraries.  As in every era, drawing served then as the foundation for projects intended to be completed in other media (such as painting, tapestry, or sculpture), but some of the best examples survive in independent, finished form—the end result of an artist’s labor rather than its prelude.  Rarely can we attach an artist’s name to a medieval drawing, but a significant number of examples offers a glimpse into the personal—sometimes even private—concerns of known individuals.  While some scholars have proposed that drawing in the Middle Ages was a poor man’s painting, it emerges in some of the most luxurious of settings.

The exhibition “Pen and Parchment: Drawing in the Middle Ages,” on view at the Metropolitan Museum through August 23, 2009, provides a chronological tour of the medieval draftsman’s art, beginning around 800 A.D. and ending in the middle of the fourteenth century.  It offers a rarely traveled excursion through a series of moments when drawing achieved memorable aesthetic heights.

vai al sito

Scavo del Castello di Benabbio on-line

luglio 27th, 2009 by admin

Da queste pagine potrete esplorare, navigare ed approfondire tutte le risorse multimediali che riguardano lo scavo archeologico al Castello di Benabbio. È possibilie ripercorrere la storia dell’insediamento dal Medioevo ad oggi, comprendere l’ambiente, visualizzare una ricca galleria di immagini e, soprattutto, seguire in diretta lo scavo giorno per giorno, come se foste accanto agli archeologi!

Da quest anno tutte le pagine sono dinamiche e consentono una navigazione più veloce ed interattiva: contengono moduli di ricerca, riferimenti ipertestuali e form che vi consentono di commentare le attività e comunicare le vostre opinioni.

vai al sito

III International Conference REMOTE SENSING IN ARCHAEOLOGY

luglio 17th, 2009 by admin

ishot-7

Dal sito :
In October 2004, the International Conference on Remote Sensing Archaeology was organized by the Chinese Academy of Sciences in Beijing and hosted by the Joint Laboratory of Remote Sensing Archaeology (JLSRA). At that meeting an international team of experts was created in order to promote multidisciplinary activities of remote sensing archaeology throughout the world. In December 2006 the second International Conference was held in Rome (Italy) at the National Research Council.
We are happy to announce that on 17-21 August 2009 the third International Conference will be organized in India at Tiruchirappalli, one of the most significant heritage cities of South India, jointly by Bharathidasan University, Tiruchirappalli, the University of California, Merced andBerkeley, the University of Siena (Italy) and by the REACH Foundation, Chennai.
Recent decades have seen remarkable advances in remote sensing and digital applications in archaeology. Concepts such as space, place, landscape or better still “context” along with technological inputs into mapping and management of heritage, are becoming accepted and applied worldwide as conceptual frameworks in archaeology. The growing diffusion of such ideas and the application of spatial approaches using GIS, digital mapping and digitalization in archaeology, have opened a new lines of intellectual enquiry and have brought new insights into the past of the humankind.
The proposed symposium not only aim to take stock of the emerging trends in Remote Sensing but will also attempt to explore promising new research pathways along with multi-disciplinary interaction. There will also be discussion of topical and issues such as quality frameworks in archaeological remote sensing, interpretation, the commercial sector, conservation issues and so on. Particular attention will be paid to special topics such as Digital Cultural Atlases and Cultural and Natural Sites Resource Management.

17-21 August 2009 – Tiruchirappalli, India

Maggiori informazioni su http://www.spacetimeplace2009.org/

Indagini archeologiche presso la pieve di San Lorenzo a Desenzano

luglio 16th, 2009 by admin

 

desenzano

Cambia la storia della “capitale” del Garda. A Desenzano riemerge infatti dall’oblio durato oltre 15 secoli la pieve di San Lorenzo unitamente ad un vasto cimitero. Gli studiosi di archeologia datano questi muri al V-VI secolo dopo Cristo, cioè all’epoca di Teodoacre e Teodorico.

È la più antica del territorio. Era celata sotto pochi centimetri di terriccio attorno alla chiesetta omonima che, nelle forme attuali, risale al XV secolo pur conservando parti di epoca romana databili all’XI-XII secolo. Tempio abbandonato, usato come magazzino o stalla nonostante sulle pareti interne siano ben visibili le tracce dei dipinti che le ornavano.

L’esistenza della chiesetta di San Lorenzo era stata segnalata per la prima volta nel 1980 nel corso di una mostra curata da Giuseppe Tosi, storico e ricercatore di storia locale che aveva riacceso i riflettori sulla chiesetta nel 1991 oltre che inserirla nel libro sulle chiese di Desenzano scomparse o dimenticate.

Le ricerche attuali, una volta tanto, sono il frutto positivo di un intervento edilizio che riguarderà l’adiacente cascina che i privati proprietari intendono demolire e ricostruire nella stessa zona, ma distante dalla chiesetta e dall’autostrada. E proprio per poter procedere ai lavori è stato necessario effettuare sondaggi archeologici che sono in corso da circa un mese e che proseguiranno l’anno prossimo. Sono condotti da un gruppo di una ventina di studenti sotto la guida della prof. Alexandra Chavarria e del prof Gian Pietro Brogiolo dell’Università di Padova.

I primi risultati indicano che la chiesetta rinascimentale con resti romanici attualmente esistente è stata edificata sui resti di una chiesa ben più vasta risalente al V-VI secolo.

Attorno alla chiesa, sul lato verso sinistra, è stato trovato un vasto cimitero . Il sottosuolo è costellato di numerose tombe, ne sono state individuate una trentina, molte delle quali già aperte e indagate con l’ausilio di un antropologo. Anche per le tombe la datazione, in base alla tecnica costruttiva ed alla stratigrafia, viene indicata a partire dal V-VI secolo per la parte più antica. 

da www.giornaledibrescia.it

Presentati i risultati delle indagini archeologiche dell’abbazia dei Santi Vito e Salvo

luglio 15th, 2009 by admin

ishot-4

Il 9 luglio presso l’area dell’abbazia dei Santi Vito e Salvo, sono stati mostrati i risultati delle indagini archeologiche che un gruppo di 15 studenti del Corso di Archeologia Medievale della Facoltà di Lettere dell’Università G.D’Annunzio di Chieti sta effettuando in questi giorni.

Le indagini, avviate il 29 giugno scorso, sono condotte dalla Prof. Maria Carla Somma, docente di Archeologia Medievale, e dal Dott. Vasco La Salvia, docente di Metodologia della ricerca archeologica, della stessa Università “G. d’Annunzio” all’interno di un programma di scavi e successive valorizzazioni, formalizzato da un Protocollo D’Intesa tra il sindaco di San Salvo Gabriele Marchese, la dott.ssa Amalia Faustoferri della Soprintendenza per i beni Archeologici d’Abruzzo e la Prof. Maria Carla Somma dell’Università G. D’Annunzio.
I lavori condotti in questi giorni hanno previsto l’apertura di un ampio saggio di scavo volto a verificare quanto restituito dalle prospezioni geo-radar fatte nel 2007.
Allo stato attuale delle ricerche sono state scoperte, poco al di sotto dell’attuale piano di campagna, alcune delle strutture individuate dalle prospezioni, in particolare le fondazioni di un potente muro di circa un metro di spessore in ciottoli di fiume con andamento NO/SE, che lega con un altro del tutto simile con andamento NE/SO.
Si sono potuti inoltre già rintracciare a livello del terreno quasi tutti i muri che dovevano delimitare gli ambienti monastici.
A ovest del grande muro NO/SE si è individuata un’area cimiteriale, intensamente utilizzata, della quale sono state fino ad ora riconosciute e scavate quattro sepolture, scavate nello strato di argilla che caratterizza tutta l’area finora scoperta.
Questo ultimo dato è di particolare rilevanza perché costituisce un’eccezionale possibilità di indagare sistematicamente uno spazio funerario monastico, che potrà senz’altro fornire importanti elementi circa la comunità che viveva nell’abbazia.
“Con il programma di recupero e valorizzazione dell’abbazia dei Santi Vito e Salvo che abbiamo promosso in collaborazione con l’Università e la Soprintendenza, vogliamo riportare alla luce quello che si è rivelato il più importante monumento della storia sansalvese – ha dichiarato il sindaco Gabriele Marchese.
Lavoreremo affinchè il patrimonio archeologico della città che continua a crescere diventi oltre che un ulteriore polo di attrazione per San Salvo e per tutta la Valle del Trigno, anche un laboratorio di ricerca e formazione capace di incentivare la conoscenza e lo studio attraverso pubblicazioni, seminari e corsi formativi aperti alla comunità locale”.

da www.comune.sansalvo.ch.it

Da Petra a Shawbak. Archeologia di una frontiera

luglio 8th, 2009 by admin

ishot-2

Grazie a 20 anni di ricerche della Missione archeologica dell’Università di Firenze, Shawbak è ‘riemersa’ dal deserto meridionale della Giordania.
Per quasi due millenni questa città “incastellata” fu al centro di un’area strategica tra due potentati, l’Egitto e la Siria, fra drastici mutamenti di ruolo e abbandoni.
Il Progetto è ora sfociato in un accordo fra Università di Firenze e Department of Antiquities of Jordan per ricerca, restauro e valorizzazione di una delle più affascinati aree archeologico-monumentali di tutto il Mediterraneo orientale in età ‘medievale’ e punto di incontro tra culture diverse, fra Europa cristiana e Oriente islamico.
Il ruolo di Petra, con quello Shawbak, tuttora costituisce uno dei due fulcri dell’attività scientifica che ha per oggetto lo studio archeologico della fascia predesertica transgiordana ‘medievale’ in un’ottica di ‘lungo periodo’, Il senso generale della mostra consiste in un ‘viaggio’ nello spazio e nel tempo fra questi due poli; e Shawbak crociato-ayyubide-mamelucca ne risulta, sorprendentemente, come l’erede politico e amministrativo dell’antica città perduta per l’intera Transgiordania meridionale, fra Mar Morto e Mar Rosso. Un contributo archeologico del tutto originale all’interpretazione storica di Petra e della sua regione, come frontiera di marcata, inedita connotazione mediterranea.
L’intensa, spettacolare esposizione racconterà, per la prima volta, la storia di questa lunga, complessa vicenda storica che vede l’antica fortezza bizantina e l’austero castello crociato di Shawbak evolvere in un’autentica, sorprendente e raffinata città islamica e, con essa, darà conto delle più recenti scoperte nell’area della Transgiordania che ha in Petra il suo centro più noto. E da Petra, oltre che da Shawbak giungeranno reperti sino ad oggi mai esposti al pubblico, frutto appunto di scoperte degli ultimi anni da parte delle maggiori missioni internazionali.

Ad ospitare la grande esposizione sarà, dal 13 luglio all’11 ottobre, la Limonaia di Palazzo Pitti.
La mostra “Da Petra a Shawbak. Archeologia di una frontiera” gode dell’alto patronato di S.M. la Regina di Giordania e del Presidente della Repubblica d’Italia. A promuoverla sono l’Università di Firenze, il Departement of Antiquites of Jordan e il Polo Museale Fiorentino insieme all’Ente Cassa di Risparmio di Firenze. La mostra è curata da Guido Vannini, ordinario di Archeologia Medievale presso l’Università di Firenze con l’apporto di un comitato scientifico internazionale.

da http://www.beniculturali.it/

Archeologia e Mac

luglio 8th, 2009 by admin

ishot-1

Sul sito della Apple approda anche l’archeologia e il lavoro di archeologo sul campo.

Date un’occhiata qui