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L'informazione archeologica, come qualsiasi forma culturale, é un bene comune e come tale dovrebbe essere trattata, sia nella tutela che nella divulgazione. Archeologiamedievale.it vuole essere un punto d'incontro virtuale per studiosi e appassionati di archeologia medievale. Il portale sarà gestito e vagliato da un comitato di redazione formato da Docenti, Ricercatori e Studiosi della materia, riuniti in maniera spontanea per offrire uno strumento di ricerca libero e indipendente.
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Di seguito i nostri ultimi Post:

Comunicato SAMI 29 marzo 2009 – Tutela dei Beni archeologici e architettonici tra emergenza e licenza di demolire

aprile 30th, 2009 by admin

SAMI - Società Archeologi Medievisti Italiani

Le dimissioni del presidente e di cinque membri del Consiglio Superiore per i Beni Culturali e la bozza di decreto legge recante “Misure urgenti per il rilancio dell’economia attraverso la ripresa delle attività imprenditoriali edili” invitano ad una riflessione sul problema della Tutela in Italia.

Numerosi interventi legislativi, nell’ultima decade, hanno contraddittoriamente previsto da un lato un ampliamento dei beni di interesse e dei soggetti potenzialmente coinvolti, dall’altro un ulteriore accentramento nelle Soprintendenze non solo di compiti di tutela ma anche, soprattutto per quanto concerne l’ambito dei Beni archeologici, l’esclusività della ricerca. L’attribuzione alla Soprintendenze di competenze così estese ha di fatto portato alla loro paralisi, dando fiato a chi, come Andrea Carandini, attuale presidente del Consiglio Superiore, non esita a qualificarne i funzionari come “talebani” e a condannare la pratica dell’archeologia di emergenza come un inutile spreco di risorse.
Su taluni comportamenti autoritari del Ministero tale definizione ci pare appropriata; non possiamo però non rilevare come un attacco indiscriminato all’archeologia d’emergenza rischi di vanificare la conoscenza dei beni e il loro corretto utilizzo a fini di valorizzazione.
D’altro canto il nuovo intervento sulla legislazione urbanistica, prevedendo la possibilità di ampliare o demolire gli edifici anteriori al 2008, può portare alla scomparsa di tutta quella architettura storica, che comprende migliaia di edifici che si datano dal XII al XIX secolo, la cui tutela non è mai stata perseguita con sistematicità, nonostante siano stati, fin dagli anni ’70, uno dei principali obiettivi di studio dell’Archeologia Medievale in Italia.

Di fronte al rischio di ulteriori distruzioni dei già tanto maltrattati beni culturali del nostro Paese, l’assemblea della Società degli archeologi medievisti italiana, riunitasi a Comacchio il 27.03.09, esprime la propria profonda preoccupazione, ribadendo altresì alcuni principi che hanno contraddistinto, dagli anni ’70 ad oggi, l’Archeologia medievale italiana:

1. la tutela dei Beni culturali, e in particolare di quelli archeologici, non può trovare una soddisfacente applicazione se non attraverso il coinvolgimento di più soggetti. In questa prospettiva va reso operativo il regolamento del Decreto Legislativo n. 163 del 12 aprile 2006, che il Consiglio Superiore ha lo scorso anno deliberato all’unanimità in materia di archeologia preventiva e che prevede il coinvolgimento di più soggetti, pubblici e privati, attraverso gli elenchi (e le relative garanzie) e la separazione del potere di controllo da quello di esecuzione. L’ampliarsi del concetto di Bene culturale rende infatti del tutto irrealizzabile una ricerca affidata ai soli funzionari delle Soprintendenze;

2. non pare inoltre opportuno che per quelle azioni di individuazione, conoscenza e studio che non compromettono la consistenza e la qualità del bene archeologico (dalle prospezioni geofisiche alle ricognizioni sul terreno) vengano richieste autorizzazioni a chi a proprie spese concorre a produrre tale indispensabile informazione, salvo l’obbligo di una pubblicizzazione dei dati raccolti;

3. la conoscenza preventiva non esaurisce l’azione della tutela che deve proseguire, con il coordinamento delle Soprintendenze, negli interventi “di emergenza”, previsti in occasione di trasformazioni urbanistiche o architettoniche che provochino la distruzione, parziale o totale, del bene, sia esso un deposito archeologico sepolto o una sequenza architettonica conservata in alzato;

4. l’archeologia di “emergenza” non deve peraltro limitarsi a riempire magazzini di reperti, ma deve essere finalizzata alla pubblicazione dei risultati, perseguibile con l’affidamento diretto, da parte del promotore del progetto urbanistico o architettonico, a soggetti terzi (società private o pubbliche, università ecc.) non solo dello scavo (dei depositi sepolti) e dell’analisi stratigrafica (per gli edifici storici in alzato), ma anche della diffusione dei dati raccolti, secondo i criteri che il Ministero ha recentemente imposto ai concessionari di ricerca archeologica.

http://archeologiamedievale.unisi.it/NewPages/SAMI/index.html

Metodologie scientifiche innovative nello studio archeologico e ambientale della Toscana Meridionale

aprile 30th, 2009 by admin

Siena (Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti, Scuola Superiore Santa Chiara), Massa Marittima (Sala dell’Abbondanza)
Workshop Pro.M “Metodologie scientifiche innovative nello studio archeologico e ambientale della Toscana Meridionale”

 Scarica il programma in formato PDF

Scavo archeologico e restauro della chiesa di San Michele di Gaium a Rivoli Veronese

aprile 19th, 2009 by admin

gaium

Pellegrini, commercianti, dignitari, uomini di cultura ed eserciti. Ne ha vista passare di gente la Chiusa di Ceraino, là dove l’ansa dell’Adige attraversa un canyon dalle alte pareti. E ne ha vista di gente la piccola chiesa di San Michele a Gaium, che della Chiusa conosce i segreti, adagiata a sud sulle rive del fiume. Affonda le sue radici nel Medioevo, ma è stata ferita più volte nei secoli. Ora è monca e senza più fiato per gridare aiuto. Del complesso originario si è perso molto, ma quel che è rimasto vale la pena risorga a vita nuova. Gli archeologi medievisti Emanuela Compri e Luciano Pugliese, diretti dall’ispettrice Brunella Bruno della Soprintendenza di Verona, in questi giorni affonderanno le mani tra le pietre della chiesetta, per dare avvio al progetto predisposto dall’associazione culturale Baldofestival. I due esperti per cinque settimane ne studieranno ogni respiro; a breve poi partirà il cantiere seguito dall’architetto Renzo Nicolis, che prevede la messa in sicurezza di strutture murarie e tetto. Così tirerà un sospiro di sollievo anche il San Cristoforo affrescato sul campaniletto, che da decenni assisteva immobile al degrado che avanzava implacabile. Tutto questo grazie a circa 50mila euro di contributi statali arrivati da Regione, Provincia e Sovraintendenza ai beni architettonici. Ma è solo l’inizio. Il progetto, studiato da Baldofestival con Legambiente e Comune, prevede sistemazioni statiche e scavi archeologici, ma anche restauri architettonici e pittorici, ripristino ambientale e valorizzazione del sito, per un recupero globale di tutta l’area. L’entusiasmo c’è, ma servono parecchi soldi, circa 300mila euro. Così, mentre parte la prima fase operativa, il sindaco di Rivoli Mirco Campagnari rivolge un appello agli imprenditori locali. «Mi rendo conto che il periodo non è dei migliori, ma conosco la sensibilità dei miei cittadini: inseriscano nel bilancio una voce sociale a favore di quest’opera di recupero. Ne guadagneremo qualcosa tutti».

Il 25 aprile, durante la settimana dedicata alla cultura, sarà possibile visitare il sito.

È a disposizione il conto corrente creato per raccogliere fondi nella filiale Unicredit di Rivoli (IT 59 T 02008 60040 000041252884). Per saperne di più, contattare Baldofestival: 333.5821964 (baldofestival@baldofestival.org). C.M.

http://www.patrimoniosos.it

In Vino Veritas: A Symposium On Wine And The Influence Of Bacchus From Classical Antiquity Through The Eighteenth Century

aprile 15th, 2009 by admin

By the time of Pliny the Elder, in vino veritas (“in wine, truth”) had already attained the status of aphorism, having made its earliest appearance in the writings of the Greek poet Alcaeus. Beyond the reaches of the Greco-Roman world, wine has also had a long history. Its fortunes may be traced around the globe through the medieval and early modern periods when trade in wine increasingly linked diverse cultures, the social uses and symbolic associations of wine proliferated, and Bacchus made his appearance on numerous stages, in images, and in a wide range of other texts and contexts.
The Center for Medieval and Renaissance Studies (CEMERS) at Binghamton University invites papers for a symposium to be held on the Binghamton University campus, April 24–25, 2009. Papers may address any area of scholarship concerning wine, its symbolic import, its appearance in or impact on cultural production (from painting to poetry), and its effects—social, political, economic, therapeutic or remedial. Papers are also welcome on Dionysus/Bacchus, the god of wine, from classical antiquity to the eighteenth century.

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L’Area del Capitolium di Verona

aprile 12th, 2009 by admin

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il volume verrà presentato martedì 28 Aprile 2009 presso il palazzo della gran Guardia a Verona.

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L’Argilla e la luce. Ceramiche dall’antica Terra Santa

aprile 12th, 2009 by admin

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Da l 19 Aprile fino al 2 Maggio presso il comune di Colleferro RM sarà allestita la mostra L’Argilla e la luce. Ceramiche dall’antica Terra Santa.

Inaugurazione dell’evento domenica 19 Aprile alle ore 10,30 presso la sala Vladi Lino Moffa – Comune di Colleferro in P.zza Italia

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