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L'informazione archeologica, come qualsiasi forma culturale, é un bene comune e come tale dovrebbe essere trattata, sia nella tutela che nella divulgazione. Archeologiamedievale.it vuole essere un punto d'incontro virtuale per studiosi e appassionati di archeologia medievale. Il portale sarà gestito e vagliato da un comitato di redazione formato da Docenti, Ricercatori e Studiosi della materia, riuniti in maniera spontanea per offrire uno strumento di ricerca libero e indipendente.
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Di seguito i nostri ultimi Post:

Souvenir m’en doit – Dal foro romano ai marchesi Mazzetti

settembre 7th, 2010 by admin

La mostra intende presentare al pubblico in anteprima i risultati dell’indagine archeologica (febbraio 2006 e il giugno 2010) condotta nelle cantine e nei cortili di Palazzo Mazzetti, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie, nel quadro dei lavori di restauro dell’edificio sostenuti dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti.

In tempi molti rapidi, dunque, rispetto alla conclusione dei lavori, si offre in anteprima una scelta di reperti, attraverso i quali passa il racconto storico di questo settore del centro cittadino, tra il I secolo a.C. e l’epoca della formazione del palazzo nobiliare (XVII-XVIII secolo), oggi di proprietà della Fondazione C.R.Asti e sede del museo civico.

Souvenir m’en doit, “mi si deve ricordare”, il motto araldico della famiglia Mazzetti, è per noi ormai privo di collegamento con il suo diretto riferimento, i motivi o l’occasione che ne indussero la scelta; ma è l’esigenza del ricordo che prevale nel suo contenuto, la medesima che ha spinto a realizzare questa mostra.

Il ricordo, non come fatto personale e soggettivo, ma come necessità dell’intera società di guardare indietro, al proprio passato, cercando di coglierne le ragioni partendo dai fatti minimi: questi, sommati, entrano a far parte della storia di una città, di un intero paese, di un continente.

Il restauro di un palazzo storico può rappresentare, dunque, l’occasione di ristudiarne la storia senza fermarsi alla superficie, ma andando più in profondità: cos’erano questo luogo e la città in cui si trovava prima che una porzione consistente di isolato diventasse una residenza nobiliare? Attraverso i risultati di una rigorosa applicazione dei principi dell’archeologia stratigrafica, si è tentato di offrire a tutti un piccolo squarcio di storia urbana, in una corsa di molti secoli, in attesa di conoscere, attraverso lo studio integrale dei reperti e dei contesti, l’edizione completa dello scavo e di poter inserire, all’interno del percorso museale, anche la visita dei sotterranei del palazzo.

Gli interventi non sono dunque terminati: rimane un grande lavoro da compiere per poter raggiungere alcuni dei nostri obiettivi, tenendo presente che numerose considerazioni sostenute saranno arricchite da nuovi dati, a cominciare dalle datazioni di alcuni elementi con il metodo del carbonio 14 e della termoluminescenza.

I piccoli oggetti che vengono qui esposti vogliono essere la riprova che non recuperarli, tentando al contempo di ricostruirne gli usi, significa per noi voltare le spalle a noi stessi, così come per i Mazzetti la perdita del ricordo significava la cancellazione del ruolo che lo status nobiliare assegnava loro per nascita.
da astiturismo.it

dal 10 settembre al 10 aprile 2011
Asti, Palazzo Mazzetti di Frinco – Corso V.Alfieri, 357
www.palazzomazzetti.it

Early Medieval Settlements in Northwest Europe, AD 400-1100

agosto 28th, 2010 by admin

A conference exploring how peoples of early medieval Europe, AD 400-1100, organized their dwellings, settlements and landscapes, so as to constitute and represent their social identities of household, community, religion, ethnicity, status, kinship and gender. A range of international speakers will investigate the subject at scales of household, dwellings, localities and regions. Archaeologists from across Britain and Ireland and northwest Europe will present papers describing recent exciting archaeological discoveries and the stories that they enable us to tell about how people lived together in the past.

International speakers will provisionally include Helena Hamerow (University of Oxford); Chris Loveluck (University of Nottingham); Martin Carver (University of York); Chris Lowe (Headland Archaeology); Simon Gilmour (Society of Antiquaries of Scotland); Sally Foster (editor Medieval Archaeology); Anne Crone (AOC Scotland); David Griffiths (University of Oxford); Aidan O’Sullivan (UCD); Finbar McCormick (QUB); Thomas Kerr (QUB); Linzi Simpson (MGL); Stephen Harrison (UCD); Fintan Walsh (IAC), Matt Seaver, Jonathan Kinsella, Lorcan Harney (EMAP), amongst several others to be confirmed.

Organised by INSTAR Early Medieval Archaeology Project (EMAP), UCD School of Archaeology, in association with Heritage Council Irish National Strategic Archaeological Research (INSTAR) programme; Margaret Gowen & Co. Ltd; Irish Archaeological Consultancy Ltd (IAC); UCD John Hume Institute for Global Irish Studies and National Monuments Section, OPW.

For further details, please contact Dr Aidan O’Sullivan (EMAP) at aidan.osullivan@ucd.ie

UCD School of Archaeology, University College Dublin (mappa)
26-28 November 2010

Archeologia dell’architettura: temi e prospettive di ricerca

agosto 23rd, 2010 by admin

Archeologia dell’architettura: temi e prospettive, Gavi 23-25 settembre 2010, convegno organizzato dalla cattedra di Archeologia Medievale dell’Università di Padova.

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X Congresso Nazionale di Archeologia Cristiana – Martiri, santi, patroni: per una archeologia della devozione

agosto 18th, 2010 by admin

Aula Magna, 15-18 settembre 2010 Università degli Studi della Calabria – Arcavacata di Rende

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Nuove ricerche sulle chiese altomedievali del Garda: dal singolo edificio alla complessità dei contesti

luglio 30th, 2010 by admin

La ricerca archeologica è stata sinora condotta su singole chiese, mentre manca un’analisi complessiva dello sviluppo della rete ecclesiastica nelle campagne e del suo rapporto con l’insediamento tra Tardoantico e Altomedioevo. I numerosi scavi condotti, negli ultimi anni, nel territorio gardesano offrono l’opportunità di indagarne i tempi e i modi in relazione ad un insediamento le cui dinamiche complesse si svolgono tra fine delle ville romane, costruzione di castelli tardo antichi, formazione di nuove aggregazioni altomedievali, fondazione di insediamenti eremitici e monasteri. Solo studiando le chiese nel loro contesto insediativo è possibile capire chi le costruì, per quale motivo e con quali effetti sul popolamento. Il territorio gardesano, suddiviso tra quattro diocesi (Brescia, Mantova, Verona e Trento), e dunque con una pluralità di attori che possono essere messi a confronto, appare in questa prospettiva come un’area campione cruciale per affrontare questi problemi.

Gardone Riviera (Bs): Vittoriale degli Italiani 6 novembre 2010

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Riccardo Francovich e l’archeologia medievale a Poggibonsi

luglio 24th, 2010 by admin

Documentare il territorio, la carta archeologica dell’alto garda su web gis

luglio 20th, 2010 by admin

Un territorio è il risultato del susseguirsi di genti e di culture nello spazio fisico, che, avvicendandosi, l’hanno interpretato, lavorato, percorso.
L’accesso al sistema è aperto alla raccolta continua dei dati ed è accessibile da chiunque anche con consultazione tramite internet
L’insieme ampio di informazioni ordinate rende conto della stratificazione dei siti, della morfologia del terreno, dell’habitat…in definitiva della lenta e secolare antropizzazione del territorio.

La carta archeologia su WebGis è uno strumento per documentare, attraverso mappe e immagini del territorio, i ritrovamenti archeologici effettuati dell’Alto Garda.

I dati contenuti nell’archivio della carta archeologica saranno in prospettiva continuamente arricchiti dai nuovi ritrovamenti e aggiornamenti.
La carta archeologica vuol essere la base per la divulgazione delle ricerche nate dalle indagini archeologiche e per l’attivazione di nuovi percorsi di studio e di interrogazione tematica del territorio.
Il progetto, reso possibile grazie alla collaborazione fra MAG Progetto Museo dell’Alto Garda e Soprintendenza per i beni librari, archivistici e archeologici della Provincia autonoma di Trento, dopo i siti fino ad ora censiti di Riva del Garda, prevede che si proceda ad un continuo aggiornamento e che la documentazione si estenda ai restanti comuni dell’Alto Garda, a partire da Arco e in seguito per tutto il territorio.

Presentazione del sistema
venerdì 23 luglio | ore 18.00 - Museo Riva del Garda - Piazza c. battisti, 3/a

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Presentazione del volume sullo scavo del cimitero di Alghero

luglio 14th, 2010 by admin

Il ritrovamento, avvenuto nell’estate 2008 nel corso di lavori pubblici nell’area del San Michele, di quello che oggi appare come uno dei più estesi cimiteri italiani di epoca medievale documentati archeologicamente è al centro di un volume che sarà commentato Venerdì 16 Luglio 2010 alle ore 18 ad Alghero presso laSala Congressi Chiostro di San Francesco dal Prof. Gino Fornaciari, Ordinario di Archeologia Funeraria e di Paleopatologia nell’Università di Pisa e dal Prof. Marco Valenti, Professore di Archeologia Medievale nell’Università di Siena.
Le indagini, realizzate nel periodo giugno 2008-settembre 2009, sono state effettuate grazie ad una collaborazione tra il Comune di Alghero, la Soprintendenza Archeologica di Sassari e Nuoro e l’Università di Sassari, con la direzione scientifica del Prof. Marco Milanese, Ordinario di Archeologia Urbana e di Archeologia Medievale nell’ateneo sassarese e docente di Archeologia Medievale nella Scuola di Specializzazione in Archeologia dell’Università di Pisa.
Il ritrovamento ha evidenziato il cimitero di una drammatica pestilenza della fine del Cinquecento, unico nel suo genere in Europa, che ha suscitato vivo interesse da parte della stampa e delle televisioni regionali e nazionali (Linea Blu, Superquark).
La scoperta, che ha restituito ad oggi i resti scheletrici di oltre 600 individui, rappresenta una straordinaria occasione di monitoraggio biologico ed antropologico dei caratteri della popolazione algherese dal 1200 al 1600, in una città che ha visto nel corso della sua storia trasformazioni etniche graduali o traumatiche, dai Sardi ai Genovesi, ai Catalani, con un progressivo processo di sardizzazione della colonia catalana.
Per l’eccezionalità di quanto portato in luce dallo scavo, le Università di Barcelona (Universidad Autonoma), di Torino e di Pisa hanno aderito al programma di studio avviato dall’Università di Sassari, con la direzione scientifica del Prof. Marco Milanese. Risultati di rilevanza scientifica internazionale sono stati ottenuti di recente presso i Laboratori di Microbiologia di Torino e di Pisa (Paleopatologia).
Il volume apre una collana dedicata all’Archeologia Urbana di Alghero, che mira a raccogliere ed a mettere a disposizione di ricercatori, studenti e persone interessate i risultati delle indagini di archeologia urbana svolte ad Alghero dal 1997 ad oggi, che hanno interessato parti del quartiere ebraico e dei bastioni a mare della città.
Interverranno fra gli altri alla serata, organizzata su iniziativa dell’Obra Cultural de l’Alguer,il Presidente dell’Obra Prof. Giuseppe Tilloca, il Dott. Carlo Sechi, Sindaco di Alghero negli anni 1994-1998, il Magnifico Rettore dell’Università di Sassari, Prof. Attilio Mastino,il Soprintendente per i Beni Archeologici delle Province di Sassari e Nuoro, Dott. Bruno Massabò, il Preside della Facoltà di Architettura Prof. Giovanni Macciocco, l’Editore Fabrizio Felici ed il curatore del volume, Prof. Marco Milanese.

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LA VIA DELLE ANIME – Sepolture di epoca romana a Riva del Garda

luglio 4th, 2010 by admin

Museo Riva del Garda in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento – Soprintendenza per i beni archivistici, archeologici e librari

Il territorio di Riva del Garda, posto all’estremità settentrionale dell’omonimo lago, è -  insieme a  Tridentum, quello archeologicamente più ricco dell’intero Trentino. Il particolare le testimonianze più numerose sono quelle relative all’epoca romana che evidenziano una vivace realtà economica che, soprattutto per il I-II secolo, è stata sicuramente importante nell’ambito delle dinamiche locali.

Accanto a rinvenimenti pertinenti ad insediamenti ed aree produttive, uniformemente distribuiti sull’intero areale, sono numerosissime le scoperte di contesti cimiteriali. Questo soprattutto in relazione alla costante attività di controllo posta in essere negli ultimi anni dalla Soprintendenza per i Beni Librati, Archivistici e Archeologici di Trento che ha comportato l’individuazione di una serie di necropoli distribuite lungo l’antica viabilità. Tra queste quelle che si sviluppano lungo l’odierna via Marone, una strada con andamento nord-sud marcata alla sua estremità meridionale da un capitello suggestivamente denominato nella tradizione popolare “capitello delle Anime”, sono risultate essere di grande interesse sia in termini qualitativi sia quantitativi.

Per tale ragione, nell’ambito del rapporto di collaborazione tra la Soprintendenza ed il Museo Civico di Riva del Garda, si è ritenuto opportuno individuare quale momento di partecipazione collettiva alle scoperte che sempre più ripetutamente vengono effettuate, una mostra appositamente dedicata a queste necropoli, attraverso la quale proporre i risultati delle ricerche.
L’obiettivo della mostra, che si avvarrà nella sua parte introduttiva della esposizione di uno straordinario affresco proveniente dalla necropoli dell’Esquilino e raffigurante una scena dei Campi Elisi,  prestato per l’occasione dal Museo Nazionale Romano, è quello di presentare, attraverso una ragionata selezione dei reperti, il tema della ritualità sepolcrale in epoca romana e le sue manifestazioni in ambito locale.
A tale scopo sono stati individuati due principali nuclei cimiteriali scoperti recentemente lungo via Marone. Il primo è un gruppo di sepolture, parte delle quali inserite entro un recinto tombale ascrivibile nell’ambito dell’ultimo quarto del I secolo d.C.,  e caratterizzato da tombe a cremazione che hanno restituito corredi particolarmente ricchi, tra cui si segnalano alcune pissidi in lamina d’argento, uno specchio e diversa suppellettile in vetro.
Il secondo è una selezione di sepolture, parte a cremazione e parte ad inumazione, provenienti al complesso cimiteriale di San Cassiano, molto più ampio del precedente e del quale, per l’occasione sono stati selezionati alcuni contesti, particolarmente significativi, che coprono l’orizzonte cronologico che va dagli ultimi decenni del I secolo d.C. al IV secolo d.C. Si tratta di un sito di particolare importanza in quanto ci ha restituito straordinarie testimonianze relative ai riti che si svolgevano in prossimità delle tombe.

Attraverso gli oggetti esposti si intende affrontare ed illustrare il tema della morte e il diverso atteggiamento dell’uomo antico, tra il I secolo d.C. ed il V secolo d.C.
no del tema proposto, in una dimensione quasi onirica. In questo senso si è pensato ad un manufatto di grande impatto emotivo che, proposto nella fase iniziale del percorso, dovrebbe portare ad un coinvolgimento immediato.

Inaugurazione mostra venerdì 9 luglio, ore 18.00
La mostra resterà aperta dal 9 luglio al 1 novembre 2010
Museo civico di Riva del Garda

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In/Visible Towns – Archaeology and Cultural Heritage in Urban Areas

luglio 4th, 2010 by admin

Urban Archaeology is a relatively new sub-discipline within the archaeological sciences. Why has it been such a late developer? How do its scientific results amplify and influence our knowledge and thinking on the development of our towns and cities? How has the discipline developed in the last decades and what reasons were there for coining the specific term “Urban Archaeology”? How exactly do we define it? Is it archaeology of or archaeology in towns? How does the approach to and interpretation of Urban Archaeology differ across the world?

Whatever the viewpoint, the special challenge presented by archaeology in an urban environment has become a motor, an impulse-giver, for development and innovation – in project design, excavation philosophy and technology. Deeply stratified sites in town for example gave rise to new stratigraphic thinking, single context planning and of course the Harris Matrix. Latterly modern digital technologies have been used to great effect for 3D recording and reconstruction of lost townscapes – a development of which we are still only at the beginning. The often difficult and cramped conditions and the deep holes dug by archaeologists in city centres led to the adoption of civil engineering techniques never before seen in archaeological projects. The insight into the material culture of historical towns and cities provided by urban archaeology has augmented our understanding of their historical development across all social classes, in a way that written history alone cannot do, while lower layers of urban digs reveal unexpected prehistoric settlement-origins of which there is no historical record.

Such questions, aspects, developments, and innovations are all good reasons for a detailed review of international urban archaeology at this year’s 15th Vienna Conference on Cultural Heritage and New Technologies, with a special focus on the relationship between the innovate impulses urban archaeology creates and modern technologies. (D. Bibby)

Wien - Monday, November 15, 2010 - Wednesday, November 17, 2010

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