Online il nuovo portale dedicato alla storia dei castelli trentini

Il Trentino è terra di castelli, presenze fortificate che hanno modellato il paesaggio e che sono diventate, oggi come nel passato, dei veri e propri punti di riferimento sul territorio. Ma quanti castelli ci sono in Trentino oggi e quanti invece se ne trovavano nei secoli passati? Quali furono le vicende che li videro protagonisti nel tempo? Quali si sono trasformati in eleganti e prestigiose dimore e quali sono rimasti presidi fortificati? A tutte queste domande darà risposta il nuovo portale castellideltrentino.it, che fornirà informazioni, talvolta inedite, sui manieri trentini.

Nel sito sono schedati oltre 130 castelli conservati e 60 scomparsi, con testi che ne descrivono la storia e l’evoluzione architettonica e corredati da quasi mille immagini, tra iconografia storica e foto attuali.

L’idea è nata nell’ambito della ricerca Apsat (Ambiente e paesaggi dei siti d’altura trentini), sostenuta dalla Provincia autonoma di Trento, che ha coinvolto un pool di ricercatori di ambiti disciplinari diversi guidati dal Museo Castello del Buonconsiglio, dalle Università di Trento, Padova e Venezia, dal Museo degli usi e costumi di San Michele all’Adige e dalla Fondazione Bruno Kessler di Trento. Il progetto, di durata quadriennale, ha indagato aspetti relativi alla storia, all’archeologia e all’architettura dei paesaggi d’altura del Trentino e, nell’ambito degli studi sulle fortificazioni medievali, ha realizzato un “corpus” con gli esiti della ricerca su tutti i castelli censiti.

Il nuovo sito, che si apre con un video creato con la computer grafica in 3D, ha visto la partecipazione di studiosi e ricercatori coordinati da Annamaria Azzolini, referente del progetto Apsat per il Museo del Buonconsiglio e responsabile della ricerca sull’iconografia antica dei castelli.

I contenuti sono consultabili attraverso una navigazione geografica, per compartimenti vallivi, per luogo oppure tramite la funzione cerca. Nel nuovo sito, sviluppato dalla Piemme Solutions di Michele Paoli, è anche possibile visionare alcune notizie sui castelli “scomparsi”, ossia menzionati nella documentazione antica ma non più rintracciabili sul territorio.

Si tratta di strutture fortificate che, a vario titolo, caddero in disuso o furono abbandonate e i cui ruderi, stando soprattutto alle memorie cinquecentesche, furono visibili per lungo tempo. Le moderne tecnologie applicate dai ricercatori di Apsat, in particolare il Remote sensing e il LiDAR (Light detection and ranging), hanno permesso di individuare qualche sito dove anticamente sorgevano questi castelli.

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da cittadiniditwitter.it

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