Disponibile online la collezione di manoscritti arabi della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze

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È disponibile online la riproduzione digitale dell’intera collezione di manoscritti arabi della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. Si tratta di circa 34.000 immagini, accessibili per segnatura del manoscritto da questa pagina, in attesa che sia completato il catalogo, che consentirà l’accesso ai materiali anche attraverso i metadati descrittivi.

I 137 manoscritti della collezione sono distributi nei fondi Magliabechiano, Nazionale, Palatino e Nuove Accessioni. Al fondo Magliabechiano, che costituisce il fondo originario della Biblioteca Nazionale, appartengono 59 codici tra cui quelli provenienti dalla Stamperia Orientale MediceaW, fondata nel 1584 a Roma dal cardinale Ferdinando de’ MediciW, e diretta da Giovan Battista RaimondiW, allo scopo di pubblicare testi religiosi e scientifici nelle lingue orientali e specialmente in arabo.

I codici appartenenti al fondo Palatino hanno provenienza Gräberg, Del Furia e De Sinner.  Jakob GräbergW (1776-1847) fu un diplomatico svedese che da febbraio 1841 ricoprì l’incarico di bibliotecario presso la Biblioteca Palatina di Firenze, Francesco Del Furia (1777-1856) fu bibliotecario presso la Laurenziana, mentre  Luigi De Sinner (1801-1860) fu un filologo e bibliografo svizzero che nel 1858 cedette alla Palatina la propria libreria.
Nel fondo delle Nuove Accessioni sono confluiti i codici donati dal fiorentino Mosè Castelli (1816-1884), trasferitosi in Egitto nel 1832 e  che fu uno dei primi tipografi specializzati in libri arabi.

Per quanto riguarda la datazione, la maggior parte dei codici risalgono al XVI-XVII secolo, a cui si aggiungono 58 codici del XVIII-XIX secolo, 4 codici del XV secolo e un codice del XIII secolo.

Tra quelli di cui è possibile rintracciare la provenienza geografica, 7 risultano copiati in Turchia, 9 a Il Cairo, 4 a Baghdad  o zone limitrofe, 29 in Nord Africa e 5 a Firenze, oltre a un consistente numero di manoscritti copiati a Roma per mano di Giovan Battista Raimondi per le attività connesse alla Stamperia Orientale Medicea.

Di particolare rilievo è il codice magliabechiano Banco Rari. 41, sia per la sua antichità che per la celebrità del calligrafo Yaqut al-Musta’simiW (m. Baghdad 1299 a.D.), segretario dell’ultimo califfo abbaside, a cui è attribuito.

E inoltre: un commento del Corano diviso in due parti (Banco Rari. 43 e Banco Rari. 44), datato 1578; un Corano copiato in Turchia nel 1818-9 da Mustafa al-Gazzali (Banco Rari. 206), un trattato di giurisprudenza del XVI secolo (Naz. II.II.5), un trattato giuridico di commento all’opera Gurar al-ahkam copiato nel 1592 (Magl. III.21).

Cataloghi:

  • L. Buonazia, Catalogo dei codici arabi della Biblioteca Nazionale di Firenze, Firenze 1885 (copia digitale)
  • O. Pinto, Manoscritti arabi delle biblioteche governative di Firenze non ancora catalogati, in “La Bibliofilia”, 37 (1935), pp. 234-246, in part. 237-238
  • S. Fani, Censimento conservativo dei manoscritti arabi presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Tesi per il conseguimento del Master di I livello in Conservazione e restauro delle raccolte librarie e documentarie, Spoleto-Perugia, a.a. 2008/9

http://manoscritti.bncf.firenze.sbn.it

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